PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del consigliere comunale Enrico Bruni (PD), relativo al dibattito sulla Bechi Luserna e alle dichiarazioni del capogruppo FdI Maurizio Nerini.
«Leggo che dai banchi di Fratelli d’Italia si usano parole a dir poco sopra le righe per rispondere alla proposta avanzata dall’ex sindaco Paolo Fontanelli sulla Bechi Luserna». A intervenire è Enrico Bruni, consigliere comunale del Partito Democratico.
«Chi oggi rappresenta, temporaneamente, la maggioranza di questa città – afferma Bruni – dovrebbe mostrare maggiore rispetto e prudenza quando si rivolge a una figura della caratura di Fontanelli, per ciò che ha rappresentato, per la storia delle amministrazioni che ha guidato e per il lascito che quella stagione politica ha consegnato a Pisa. Si può discutere di tutto, naturalmente, ma sarebbe opportuno farlo nel merito e nel rispetto dell’interlocutore».
Secondo il consigliere del Pd, nell’intervento di Nerini non emerge una risposta concreta alla proposta sulla Bechi Luserna. «Si preferisce elencare i problemi del passato, evitando una domanda molto più semplice: dopo otto anni di governo della destra, quale idea di città è stata realmente realizzata?».
Bruni richiama quindi le promesse avanzate dal centrodestra nel 2018, a partire dal turismo: «Si parlava della necessità di andare oltre il solo asse di piazza dei Miracoli e di distribuire i flussi nel resto della città, in maniera sostenibile rispetto alla vocazione residenziale del centro storico. La Pisa Card può essere uno strumento utile, ma non può essere presentata come la soluzione di tutti i problemi, soprattutto finché una parte importante dell’offerta culturale cittadina rimane esclusa da una strategia realmente integrata».
«La proposta di Fontanelli – prosegue Bruni – prova invece a riaprire una discussione più ambiziosa sulla pianificazione urbanistica e sul futuro complessivo di Pisa. È un ragionamento che viene da lontano, dalla stagione della “città dei 200mila abitanti” e dal lavoro di architetti, urbanisti e professionisti che hanno provato a immaginare una città capace di guardare oltre i propri confini e l’esistente».
«Dopo otto anni nei quali la destra ha sostanzialmente lasciato invariato l’assetto della città ereditata, senza riuscire a imprimere la svolta promessa, sarebbe più utile aprire un confronto serio anziché dileggiare una proposta. Noi – conclude il consigliere dem – intendiamo farlo anche in vista della discussione sulle osservazioni al Piano operativo comunale, che arriveranno in Consiglio nelle prossime settimane, rilanciando un’idea di Pisa che torni finalmente a progettare il proprio futuro».
Last modified: Settembre 15, 2026



















