Anche la campionessa paralimpica Bebe Vio ha voluto dare l’ultimo saluto a Stefano Vanni
PISA – Una chiesa gremita, un silenzio carico di emozione e il calore di centinaia di persone accorse per dirgli grazie. Nel pomeriggio di giovedì 26 febbraio, presso la Chiesa delle Cappeline del Cimitero di Via Pietrasantina, si è tenuto l’ultimo saluto a Stefano Vanni, già presidente e fondatore della PisaScherma.
di Antonio Tognoli
Non c’è stata una funzione religiosa, nel rispetto della sua volontà: Stefano era ateo. Ma la cerimonia è stata ugualmente intensa, autentica, profondamente sua. Un momento laico, ma carico di spiritualità umana, fatto di ricordi, sorrisi e gratitudine verso un uomo che ha dato tanto per lo sport della sua città. Nessuno è voluto mancare. Tra i banchi della chiesa l’assessore allo sport Frida Scarpa con un passato da atleta di scherma. C’erano gli ex sindaci Paolo Fontanelli e Marco Filippeschi e il vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo, ma soprattutto Bebe Vio pluricampionessa paralimpica che ha voluto testimoniare il suo affetto di persona al suo CT Simone Vanni, figlio di Stefano.

L’ex Sindaco Paolo Fontanelli lo ha ricordato affermando quanto sia stata importante la sua insistenza per la costruzione del nuovo Palascherma. Gli atleti della scherma inizialmente si allenavano nel sottoscala del Palazzetto dello Sport e Stefano si è prodigato per quello che ora è diventato lo spazio di molti giovani che vogliono imparare a “tirare” di scaherma. E questo rimarrà sempre tangibile nella memoria di tutti.

Tra i ricordi anche quello del presidente della PisaScherma Giovanni Calabrò: “E’ stato Stefano ad introdurmi nel mondo della scherma. A coinvolgermi. Oggi voglio dirgli solo grazie per quello che ha fatto per me. Se adesso sono diventato presidente il merito è tutto suo“.

A commuovere tutti sono state le parole della figlia Elisa Vanni, che ha voluto raccontare il padre con sincerità e amore con molta naturalezza intervallata da momenti di commozione:
“Grazie mille di essere venuti qua. Babbo sarebbe super felice di vedervi tutti, sono sicura che sta facendo la conta. Lo conoscete: è sempre stato un carattere spigoloso, impulsivo e soprattutto aveva sempre ragione lui. Brontolava sempre se i “bimbi” della PisaScherma non facevano quello che dovevano fare. Era presente in tutti gli ambienti che ha frequentato: dalla Saint-Gobain, a Camp Darby, con gli amici del tennis e del campeggio. Simpatico, con la battuta pronta e ficcante, ha fatto ridere un sacco di gente. Quello che per me era il suo pregio più grande: era una persona di onestà vera. Diceva le cose come le vedeva. Non faceva sconti. Non voleva mai perdere. Non ci faceva vincere nemmeno al “tiro del tappino”. L’onestà ha caratterizzato tutta la sua vita. Diceva le cose a modo suo, però si accorgeva quando aveva esagerato. I chiacchieroni, i venditori di fumo e gli imbroglioni, per lui erano esseri mitologici senza età. Ha costruito tantissimo nella sua vita, grandi soddisfazioni da tutti voi e in tutti noi. Rimarrà dentro di noi.”, ha concluso Elisa.
La chiesa piena è stata la prova tangibile di quanto abbia costruito: relazioni vere, stima sincera, affetto duraturo. Nessun rito religioso, ma un rito collettivo di memoria e riconoscenza. Stefano Vanni lascia un’eredità fatta di valori netti, risate improvvise, discussioni accese e insegnamenti indelebili. E soprattutto lascia una comunità che oggi lo piange, ma che continuerà a sentirlo presente, in pedana e nella vita. Come ha detto Elisa, con semplicità disarmante: “Rimarrà dentro di noi“.
Last modified: Febbraio 26, 2026
















