CASCINA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Cascina Rossa.
«Il segretario del Partito Democratico si limita a una difesa d’ufficio dell’operato del proprio partito, della maggioranza e dell’amministrazione comunale». È l’accusa lanciata da Cascina Rossa, che interviene nel dibattito sul Piano operativo comunale e replica alle dichiarazioni di Russo.
«Possiamo comprendere la necessità di fare da paracadute alla “Ditta” – sostiene Cascina Rossa –, ma un segretario politico dovrebbe mantenere una propria autonomia di giudizio, andando oltre il ruolo di semplice megafono del sindaco Betti e della sua Giunta. Russo, da avvocato del sistema, evita accuratamente di entrare nel merito dei numerosi e dettagliati rilievi formulati dalla Regione».
Secondo il movimento, il richiamo alla sostenibilità servirebbe a distogliere l’attenzione dai contenuti effettivi del Piano: «In barba ai proclami elettorali, Cascina continuerà ad ampliare le volumetrie, non aumenterà gli spazi verdi necessari a contrastare le isole di calore e il cemento resterà la cifra dominante del POC».
Cascina Rossa contesta in particolare le previsioni di «310mila metri cubi di edilizia residenziale, equivalenti a 1.240 nuovi alloggi», oltre a «nuove volumetrie vicine al milione di metri cubi e 41 ettari di consumo di suolo, per un’ulteriore volumetria superiore a due milioni di metri cubi».
«Evidentemente, per Russo sostenibilità è sinonimo di cementificazione – prosegue la nota –. Per il Partito Democratico, inoltre, le osservazioni della Regione al POC di Pisa rappresentano una bocciatura, mentre quelle rivolte al Piano di Cascina diventano uno stimolo collaborativo. La realtà cambia a seconda che il Pd sieda all’opposizione o governi il Comune».
Per Cascina Rossa, i Piani operativi di Pisa e Cascina sarebbero «figli della stessa logica e dello stesso progetto: favorire il sacco delle città, trasformandole in merce per la speculazione privata invece che in luoghi pubblici pensati per chi vi abita, lavora e studia».
Da qui la richiesta politica conclusiva: «Dopo sei lunghi anni alla guida dell’urbanistica, l’assessore Masoni deve rassegnare le dimissioni. Di fronte ai rilievi degli uffici tecnici della Regione, amministrata dallo stesso schieramento politico che governa Cascina, ci saremmo aspettati un sussulto di dignità personale. Poiché non è avvenuto, Cascina Rossa chiede formalmente le sue dimissioni per restituire dignità alla politica e alle istituzioni».
Last modified: Agosto 25, 2026



















