Written by 1:23 pm Pisa SC

Le partenze del Pisa Sc nei precedenti campionati di serie A

PISA – Che il Pisa si ritrovi senza vittorie dopo sei giornate di campionato nella massima divisione non rappresenta certo una novità, se rapportata a quanto i nerazzurri erano stati in grado di fare nelle precedenti sette occasioni in cui hanno militato nell’elite del calcio nazionale.

di Giovanni Manenti

Ancorché il paragone non sia del tutto omogeneo, visto che le stesse sono andate in scena in un periodo in cui vigeva la norma dei due punti (in luogo dei tre attuali) per la vittoria, così come del fatto che i campionati erano a 16 o 18 squadre rispetto alle 20 odierne, ma in ogni caso andare a dar loro un’occhiata può essere interessante.

Stagione 1968-’69 – all’esordio assoluto del Pisa nel Massimo Campionato, ecco che i nerazzurri dopo 6 giornate hanno collezionato tre sconfitte esterne – 0-1 a Torino coi granata, 1-2 a San Siro con il Milan e 3-5 a Verona – mentre all’Arena Garibaldi il ruolino è decisamente migliore, avendo alla sconfitta all’esordio per 1-2 contro la Roma fatto riscontro il pari per 1-1 con il Varese ed il successo per 1-0 sulla Sampdoriacon i 3 punti in Classifica a vederli penultimi a pari punti con l’Atalanta, anche se poi alla 30esima giornata il Pisa retrocede in B dopo una sola stagione di permanenza nella Massima Divisione,

Stagione 1982-’83 – tornato in Serie A a 14 anni di distanza, stavolta il Pisa “parte con il piede giusto”, restando imbattuto per i primi cinque turni – tre pari esterni contro Cesena (0-0), Ascoli (2-2) e Cagliari (1-1) ed affermazioni all’ombra della Torre Pendente per 2-0 con il Napoli e 3-2 con la Sampdoria – prima di incappare alla sesta giornata nella sconfitta per 0-1 all’Arena contro il Verona, inizio di Campionato che vede il Pisa al momento quinto con 7 punti e su cui i nerazzurri costruiscono la salvezza certificata dall’undicesima posizione con 27 punti a fine Torneo.

Stagione 1983-’84 – tutt’altra musica l’anno seguente, pur se il Calendario impone ai nerazzurri due sole gare casalinghe rispetto ai quattro impegni lontano dalle mura amiche e, per la prima volta, dopo sei giornate gli stessi non hanno ancora assaporato la gioia della vittoria – per la quale dovranno addirittura attendere l’ultima giornata di andata (1-0 a Roma con la Lazio), potendo vantare 3 punti frutto dei due pareggi interni con Juventus (0-0) e Genoa (1-1) a fronte di analogo esito fornito dal derby a reti bianche a Firenze, mentre escono battuti dall’Olimpico con la Roma, a Verona ed a Catania con l’identico punteggio di 0-2, il che li vede ultimi con 3 punti a pari merito con il Genoa, per quello che rappresenta altresì il peggior inizio di Torneo quanto a reti realizzate (una sola messa a segno da Berggreen), preludio ad un finale di Campionato che, complice anche l’incauto esonero di Mister Vinicio, determina la retrocessione in B avendo concluso lo stesso penultimo con 22 punti.

Stagione 1985-’86 – riconquistata immediatamente la Massima Serie, il Pisa sconta nuovamente un Calendario che propone due gare all’Arena Garibaldi e quattro esterne nelle prime sei giornate, ma stavolta con esito ben diverso nel senso che. – dopo le sconfitte entrambe per 1-3 a Milano con l’Inter ed a Torino con la Juventus – i nerazzurri vanno a punti negli altri quattro incontri, con i pari interni per 1-1 con Napoli e Bari, stesso risultato con cui si conclude la trasferta di Udine dopo essersi imposti per 2-1 a Bergamo con l’Atalanta, avendo così raccolto 5 punti che li pongono in decima posizione a pari merito con l’Avellino – oltre ad essere l’unica stagione in cui vanno a segno in ognuno dei citati sei turni – anche se la conclusione del Torneo sarà amara, con il Pisa terz’ultimo a due lunghezze (25 a 23) dall’Udinese, complici le sconfitte subite negli ultimi tre turni.

Stagione 1987-’88 – tornato nuovamente in Serie A dopo un solo anno di Purgatorio, il Pisa incappa in quattro sconfitte iniziali consecutive – ancorché una delle quali, lo 0-2 interno con il Napoli, inferta a tavolino dopo che sul campo i nerazzurri si erano imposti per 1-0 – avendo debuttato all’Arena venendo superato 1-3 dai futuri Campioni d’Italia del Milan, e pagando altresì dazio a Pescara (1-2) e per 0-1 all’Olimpico contro la Roma, per poi impattare per 1-1 con il Como e cogliere la prima vittoria espugnando 1-0 il “Castellani” di Empoli, così da trovarsi penultimo in Classifica con 3 punti a pari merito con Cesena ed Avellino, e quindi festeggiare a fine Campionato la seconda salvezza della propria Storia a quota 24 a pari merito con Ascoli e Pescara ed una lunghezza di margine sull’Avellino.

Stagione 1988-’89 – la permanenza conquistata consente al Pisa di presentarsi ai nastri di partenza del successivo Campionato ampliato a 18 partecipanti, e l’inizio è tutt’altro che positivo, ricalcando l’identico percorso di quello attuale, ovvero con due soli punti per i pari interni contro Sampdoria (1-1) e Fiorentina (0-0) dopo l’iniziale sconfitta per 0-2 con il Bologna ed altrettante battute d’arresto nelle trasferte di Milano contro l’Inter (1-4), Lecce (0-1) e per 1-2 all’Olimpico contro la Roma, con altresì identica posizione in graduatoria, vale a dire ultimo con 2 punti assieme al Bologna, che resterà tale anche a fine Campionato, che i nerazzurri concludono penultimi a quota 23.

Stagione 1990-’91 – l’ultimo Torneo nella Massima Divisione prima dell’attuale, vede il Pisa partire a spron battuto – vittoria esterna per 1-0 a Bologna, 4-0 interno a spese del Lecce e 0-0 sempre all’Arena contro il Genoa – per poi incappare in tre sconfitte consecutive, vale a dire 1-2 a Napoli, 0-4 all’Arena nel Derby con la Fiorentina e 3-6 a San Siro con l’Inter, così da ritrovarsi quart’ultimo con 5 punti – pur se in compagnia di Bari, Genoa, Napoli e Fiorentina – per poi salutare la Categoria concludendo il Campionato al terz’ultimo posto con 22 punti, in attesa di farvi ritorno a 34 anni di distanza.

Last modified: Ottobre 10, 2025
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