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Geotermia, da Larderello alle nuove frontiere dei fluidi oltre 400 gradi

Al convegno per i 25 anni dell’Unione Geotermica Italiana, Enel Green Power presenta progetti e prospettive. In Toscana 34 centrali producono quasi 6 miliardi di kWh all’anno

PISA – Larderello e la geotermia toscana al centro del confronto sul futuro energetico europeo. Innovazione, nuovi impianti e utilizzo del calore sono stati tra i temi del convegno organizzato a Roma l’8 e 9 ottobre per celebrare i 25 anni dell’Unione Geotermica Italiana, in collaborazione con CNR e Università La Sapienza.

All’incontro hanno partecipato Luca Rossini, responsabile Geotermia Italia di Enel Green Power, Francesco Lazzeri, responsabile esercizio impianti geotermici, e Massimo Luchini di Enel Geothermal Innovation, illustrando le prospettive di sviluppo della risorsa e le tecnologie in sperimentazione.

Tra i progetti presentati figura SHiFT, il cui incontro tecnico di avvio è stato ospitato a maggio a Larderello. Il programma coinvolge 17 partner europei e punta a sviluppare tecnologie per utilizzare fluidi geotermici a temperature superiori ai 400 gradi, attraverso pozzi più profondi e performanti. Guidato da Reykjavík Energy, dispone di un investimento complessivo di 28 milioni di euro, di cui 10 finanziati da Horizon Europe.

«Le nuove tecnologie apriranno la strada ad investimenti sostenibili e ad un aumento di scala degli impianti», ha sottolineato il presidente di UGI Bruno Della Vedova, richiamando il contributo che la geotermia può offrire alla decarbonizzazione e alla sicurezza energetica.

Il confronto ha riguardato anche i possibili nuovi impianti tra Monterotondo Marittimo e l’Amiata, i teleriscaldamenti di Piancastagnaio e Arcidosso e il recupero della CO₂ di origine naturale. A Piancastagnaio, il cantiere di Nippon Sanso Operations è nelle fasi conclusive: il progetto prevede il recupero di circa 100mila tonnellate di anidride carbonica, destinate soprattutto ai settori alimentare, delle bevande e farmaceutico.

Secondo i dati diffusi da Enel Green Power, il complesso geotermico toscano comprende 34 centrali e 37 gruppi di produzione, distribuiti nelle province di Pisa, Siena e Grosseto. La produzione annua, pari a quasi 6 miliardi di kWh, soddisfa oltre il 33% del fabbisogno elettrico regionale e rappresenta il 70% dell’energia rinnovabile prodotta in Toscana.

Il calore geotermico serve inoltre 13mila utenti residenziali in nove Comuni, aziende, attività commerciali e 26 ettari di serre. Una risorsa che sostiene anche la filiera turistica, con oltre 60mila visite annue tra musei, eventi e percorsi dedicati alla geotermia.

Last modified: Ottobre 14, 2026
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