Written by 11:19 am Pisa, Cultura, Eventi/Spettacolo

Al Museo della Grafica di Pisa la mostra “Lo stato dell’arte. Giovani artisti in provincia di Pisa”

Dal 30 aprile al 24 maggio 2026 il Museo della Grafica di Pisa ospita “Lo stato dell’arte. Giovani artisti in provincia di Pisa”, progetto promosso da Alkedo APS nell’ambito di Toscanaincontemporanea 2025 sotto la direzione di Lorenzo Belli. L’inaugurazione è in programma giovedì 30 aprile alle ore 17.

La mostra, a cura di Alessandro Romanini, presenta una selezione di opere realizzate nel biennio 2025/2026 da quattro artisti under 35 attivi sul territorio pisano – Francesca Rossello, Louises Will, Waldon ed Enrico Bani – offrendo uno sguardo articolato sulla ricerca contemporanea emergente.


Accanto ad artisti che sviluppano la loro ricerca improntata sul lavoro grafico come Waldon,  in cui il segno diventa strumento di intervento sociale e relazione con lo spazio ed Enrico Bani, che concentra la propria ricerca sulla scrittura come forma visiva, trasformando la parola in struttura plastica e ritmo percettivo, si affiancano artiste come Francesca Rossello, che  indaga il rapporto tra corpo e natura attraverso scultura e pittura e Louises Will, che costruisce paesaggi alterati in cui elementi naturali e artificiali si intrecciano, restituendo una visione segnata dalle tensioni contemporanee.
Oltre alle opere, il percorso espositivo include i video-documentari realizzati negli studi degli artisti, parte integrante del progetto, che restituiscono al pubblico non solo i lavori ma anche i processi creativi, i contesti e le modalità di ricerca. Completa la mostra il catalogo dell’iniziativa, che raccoglie materiali visivi e testi critici sviluppati nel corso del progetto.

“Lo stato dell’arte” si configura come un’indagine sul presente, costruita attraverso un lavoro di mappatura, selezione e documentazione delle pratiche artistiche under 35 nella provincia di Pisa e questa esposizione rappresenta il momento conclusivo del percorso, rendendo accessibile al pubblico un insieme di contenuti che intrecciano produzione artistica e documentazione.


L’allestimento mette in dialogo linguaggi differenti – scultura, pittura, grafica e installazione – restituendo la pluralità delle ricerche contemporanee e offrendo un’esperienza che unisce visione delle opere e approfondimento dei processi.

La mostra è visitabile fino al 24 maggio 2026 con i seguenti orari: lunedì 9–13; da martedì a venerdì 9–19; sabato e domenica 15–19.

Info:
Museo della Grafica di Pisa, Palazzo Lanfranchi, Lungarno Galileo Galilei 9, Pisa
Tel: (+39) 050 2216060
E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it

ENRICO BANI
La ricerca di Enrico Bani si concentra sulla lettera come struttura plastica e ritmo spaziale. Attraverso grafica sperimentale e installazione, la parola perde funzione semantica per diventare architettura del segno. Il testo si frammenta, si sovrappone, si dissolve, generando campi visivi in cui la lettura diventa esperienza percettiva. La sua pratica dialoga con la tradizione incisoria, ma la rinnova in chiave contemporanea, spostando l’attenzione dal significato al gesto.

FRANCESCA ROSSELLO
La ricerca di Francesca Rossello si sviluppa intorno alla relazione tra corpo e natura, tra organismo e costruzione culturale. Le sue sculture in bronzo e le opere tessili evocano forme sospese, ambigue, in bilico tra astrazione e biologia. La materia non è mai neutra: è tensione, sedimentazione, memoria. Il suo lavoro si inserisce in una riflessione contemporanea sulla natura non come paesaggio, ma come sistema vivente complesso, attraversato da fragilità e trasformazione.

LOUISES WILL
La pratica di Louises Will attraversa pittura, fotografia, scultura e performance, costruendo ambienti visivi in cui il naturale e l’artificiale coesistono in modo perturbante. Il suo lavoro intercetta una dimensione emotiva legata all’ecoansia e alla percezione di un futuro instabile. Materiali sintetici emergono in contesti organici; superfici apparentemente armoniche rivelano intrusioni e fratture. La sua ricerca non descrive il paesaggio, ma ne mette in scena la crisi.

WALDON
Nato nell’ambito della street art, Waldon sviluppa una pratica in cui il segno è strumento di intervento sociale. Murales, workshop e progetti partecipativi costruiscono un’idea di arte come dispositivo relazionale. La sua recente attenzione alla grafica d’arte non abbandona questa matrice, ma la trasforma: il segno si fa più introspettivo, pur mantenendo una tensione verso la dimensione collettiva. Nel suo lavoro, lo spazio non è solo supporto, ma campo di responsabilità.

Last modified: Aprile 25, 2026
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