PISA – Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica, consiglieri comunali de La città delle Persone, intervengono dopo le dichiarazioni dell’assessore Buscemi in merito all’assistenza specialistica agli alunni e alle alunne con disabilità: “Quanto emerso nel corso della conferenza dei capigruppo, invece di rassicurarci, rende il quadro ancora più preoccupante“.
Dalla ricostruzione dell’assessore Buscemi risulta infatti che, a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, i dirigenti non avessero ancora ricevuto comunicazioni ufficiali sulle ore assegnate. Le indicazioni sarebbero arrivate soltanto l’11 settembre, con una riduzione del fabbisogno, mentre il Comune di Pisa avrebbe appreso di questa riduzione solo tardivamente.
“A questo punto, la domanda è inevitabile: chi ha deciso che gli alunni e le alunne con disabilità avessero bisogno di meno assistenza? E sulla base di quali criteri? I bisogni educativi e assistenziali non possono essere rideterminati a tavolino solo per far tornare un monte ore complessivo: sono il PEI e il lavoro del GLO a individuare gli interventi necessari a garantire concretamente il diritto all’inclusione”.
*I consiglieri sottolineano inoltre che, a oggi, le richieste di chiarimento rivolte al Comune sono rimaste senza risposta.* “Abbiamo chiesto formalmente aggiornamenti sui numeri e sulle ore assegnate, ma non abbiamo ancora ricevuto la documentazione. Abbiamo anche richiesto le linee guida elaborate dall’ASL, richiamate dallo stesso assessore Buscemi, senza che ci siano state trasmesse. È inaccettabile che, su un servizio così delicato, si debba ancora brancolare nel buio, senza poter verificare i dati, i criteri adottati e le prospettive degli interventi”.
La città delle Persone sottolinea anche la responsabilità politica del Comune: “Non basta scaricare tutto sull’ASL. Nel corso della conferenza dei capigruppo abbiamo assistito a un teatrino poco edificante: se negli anni passati la responsabilità veniva attribuita alla Società della Salute, quest’anno sembra essere stata scaricata interamente sulla ASL. La realtà è più complessa e le responsabilità politiche non possono essere eluse”.
Società della Salute svolgeva una funzione fondamentale di coordinamento sul tema specifico dell’assistenza specialistica. Venuto meno questo ruolo, quest’anno non si sono svolte nemmeno le consuete riunioni estive di programmazione del nuovo anno scolastico, lasciando le scuole nell’incertezza fino all’avvio delle lezioni”.
*”Il Comune è uscito dalla Società della Salute, ma adesso deve spiegare che cosa intende fare. Quale modello di assistenza specialistica vuole costruire? Con quali soggetti intende garantire il coordinamento? Come pensa di assicurare una programmazione tempestiva, risorse adeguate e continuità del servizio? Venendo meno il ruolo di SDS, il Comune deve assumere una parte attiva e una responsabilità diretta nella costruzione delle risposte”.*
Per Martinelli, Lacroce e Modica, il tema non riguarda soltanto le difficoltà di questo avvio scolastico, ma anche il futuro dell’intero servizio. “Il contratto attualmente in essere scadrà nel 2027: è necessario sapere per tempo quali siano le intenzioni dell’amministrazione e quali prospettive immagini per l’assistenza specialistica. Non possiamo arrivare alla scadenza senza un confronto trasparente sul modello organizzativo, sulle risorse e sulla qualità degli interventi. Per questo abbiamo messo a disposizione di tutte le parti interessate un argomento da noi richiesto e che dovrebbe essere discusso nella Seconda Commissione consiliare permanente il prossimo 23 ottobre, con l’obiettivo di ascoltare docenti, famiglie, assistenti, dirigenti, assessori e ASL. Vogliamo che il confronto parta dai bisogni reali e porti a risposte concrete”.
I consiglieri chiedono infine che anche il Governo faccia la propria parte. “Il Sindaco Conti dovrebbe farsi portavoce presso il Governo della necessità di aumentare le risorse destinate agli enti locali per garantire l’assistenza agli alunni e alle alunne con disabilità, già a partire dalla prossima legge di bilancio. Non si può continuare a chiedere ai Comuni di rispondere a bisogni crescenti senza mettere a disposizione finanziamenti adeguati”.
“Il punto non è stabilire a chi attribuire il ritardo, né assistere a uno scaricabarile tra istituzioni. Il punto è garantire un diritto. Famiglie, scuole, educatori ed educatrici hanno bisogno di risposte certe, tempi chiari, risorse adeguate e un’organizzazione capace di programmare gli interventi. Su questo il Comune deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità”, concludono Martinelli, Lacroce e Modica.
Last modified: Ottobre 14, 2026



















