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Rollo (VIC): “Betti, dal 1945 al 2026 è passato qualche anno. Forse è tempo di tornare al presente”

CASCINA – “Per parlare di fascismo e antifascismo sui social il tempo si trova. Quando invece i cittadini chiedono risposte sui problemi del territorio, sarebbe auspicabile che lo stesso tempo venisse dedicato anche a loro.” È questo il punto sollevato da Dario Rollo, capogruppo di Valori e Impegno Civico – Libertà e Democrazia, intervenendo sul dibattito politico sviluppatosi intorno agli interventi del sindaco Betti sui social.

Nessuno mette in discussione – afferma Rollo – l’importanza della memoria storica. Ma ricordare la storia è una cosa, trasformarla nell’argomento principale del dibattito politico quotidiano è un’altra. Nel 2026 i cittadini hanno il diritto di chiedere a chi amministra di occuparsi soprattutto dei problemi del 2026. Anche sul voto alle donne – prosegue – sarebbe utile evitare ricostruzioni troppo semplicistiche. In Italia il diritto di voto alle donne arrivò nel 1946, ma il suffragio femminile era già da decenni una conquista internazionale: Nuova Zelanda nel 1893, Finlandia nel 1906, Norvegia nel 1913, Russia nel 1917, Germania e Regno Unito nel 1918, Stati Uniti nel 1920, Spagna nel 1931, Francia nel 1944 e Italia nel 1946. Una lunga evoluzione democratica che attraversò Paesi e sistemi politici differenti. La storia non comincia e non finisce con il Ventennio italiano.

Secondo Rollo, “il confronto politico dovrebbe tornare a concentrarsi su ciò che i cittadini vedono ogni giorno: manutenzione, strade, sicurezza, decoro, rifiuti, servizi e qualità della vita. E dovrebbe esserci spazio anche per le critiche. Chi amministra deve avere la capacità di ascoltare soprattutto quando le domande sono scomode, perché il consenso non può trasformarsi nel diritto di scegliere quali cittadini meritino una risposta. Non sta a me giudicare le intenzioni di nessuno – precisa Rollo. Mi limito a constatare che continuare a riproporre la contrapposizione fascisti-antifascisti rischia di spostare continuamente l’attenzione dal presente. Io preferisco guardare avanti: la storia va studiata, il presente va amministrato e il futuro va costruito“.

E infine, una battuta sulle buche. “Nel 2020, durante un’intervista, il sindaco Betti pronunciò una frase rimasta nella memoria: “A tappare le buche sono bravi anche i fascisti“. Era il 2020. Oggi siamo nel 2026. Sono passati oltre sei anni di amministrazione del centrosinistra, che continua a rivendicare la propria identità antifascista. Eppure, dopo più di sei anni, le buche sono ancora lì e continuano a rappresentare un problema per i cittadini. A questo punto la domanda viene quasi spontanea: se nel 2020, secondo il sindaco, anche i fascisti erano capaci di tappare le buche, dopo oltre sei anni di amministrazione di centrosinistra non sarebbe forse arrivato il momento di dimostrare che anche gli antifascisti sanno farlo? Perché una buca non vota, non ha ideologia e non conosce la differenza tra fascismo e antifascismo.

Ma il cittadino che ci finisce dentro sì. E nel 2026, più che sapere chi sia fascista o antifascista, vorrebbe semplicemente sapere quando quella buca verrà finalmente riparata.”

Last modified: Settembre 1, 2026
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