Written by 4:39 pm Santa Croce sull'Arno

Unione Inquilini diffida il Comune di Santa Croce: “Serve subito una casa per una famiglia con minore”

SANTA CROCE SULL’ARNO- Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Unione Inquilini
Sezione Valdarno Inferiore
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“Subito un alloggio stabile per una famiglia con minore”

Una famiglia di tre persone, con un padre divenuto invalido a causa di una malattia legata al lavoro, rischia di ritrovarsi senza una casa nei prossimi giorni. Di fronte a quella che definisce “inerzia” da parte del Comune di Santa Croce sull’Arno, la Sezione del Valdarno Inferiore dell’Unione Inquilini ha inviato una diffida formale al sindaco, chiedendo l’assegnazione immediata di un alloggio stabile e dignitoso.

La vicenda riguarda un cittadino di origini senegalesi, oggi cittadino italiano, residente in Italia da 25 anni. Fino al 2024, secondo quanto riferisce l’Unione Inquilini, l’uomo conduceva una vita serena con la propria famiglia, lavorando e contribuendo alla comunità. Poi l’insorgere di una grave patologia invalidante, riconosciuta ai sensi della legge 104/92 e causata dal lavoro, gli ha impedito di continuare la propria attività. Dopo il periodo di comporto per malattia, è arrivato il licenziamento.

Senza più reddito, pagare l’affitto è diventato impossibile. È iniziata così una situazione di morosità incolpevole che ha portato, lo scorso 21 aprile, allo sfratto esecutivo. Da quel momento il signor Mamadou, la moglie e il figlio minore sono senza una casa.

Secondo l’associazione, l’unica risposta del Comune di Santa Croce sull’Arno sarebbe stata una sistemazione temporanea, una soluzione tampone in scadenza il prossimo 10 giugno. L’Unione Inquilini denuncia inoltre come particolarmente grave l’invito che, sempre secondo quanto riferito, sarebbe stato rivolto dai servizi sociali al capofamiglia a “riportare il proprio figlio in Senegal”.

Va chiarito che stiamo parlando di cittadini italiani – sottolinea l’associazione –. Non solo il padre, ma anche i figli hanno acquisito la cittadinanza italiana, una cittadinanza maturata attraverso anni di vita, lavoro e integrazione nel nostro Paese. Suggerire a cittadini italiani di essere mandati in un altro Paese è un’offesa inqualificabile, una negazione dei loro diritti e della loro stessa identità”.

Per questo motivo è stata inviata una diffida formale al sindaco, con la richiesta di individuare una soluzione abitativa stabile e dignitosa per il nucleo familiare.

Non è tollerabile – prosegue l’Unione Inquilini – che un Comune, che risulta avere alloggi popolari vuoti e sfitti, lasci per strada una famiglia in queste condizioni, arrivando a suggerire soluzioni che calpestano la dignità umana e i diritti dei minori”.

Il diritto alla casa – conclude l’associazione – è un diritto fondamentale, non una concessione”.

FOTO TRATTA DAL SITO DI UNIONE INQUILINI PISA.

Last modified: Giugno 4, 2026
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