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Università di Pisa, le studentesse sono la maggioranza ma diminuiscono ai vertici della carriera accademica

PISAIl Bilancio di Genere 2024-2025 fotografa una presenza femminile pari al 51,6% tra gli iscritti. Nelle discipline STEM le docenti e ricercatrici sono il 30%, quasi sette punti sotto la media nazionale.

Le studentesse sono più numerose degli studenti all’Università di Pisa, ma la presenza femminile diminuisce progressivamente con l’avanzare della carriera accademica, soprattutto nelle discipline scientifiche e tecnologiche. È il quadro, caratterizzato da progressi e criticità ancora persistenti, che emerge dal nuovo Bilancio di Genere 2024-2025 dell’Ateneo.

Il documento, pubblicato sul sito dell’Università di Pisa, analizza la composizione della comunità accademica e illustra le politiche adottate per promuovere l’uguaglianza di genere.

Tra gli studenti, le donne rappresentano complessivamente il 51,6%. Cresce inoltre la loro presenza nei corsi di laurea nel settore ICT rispetto all’anno accademico 2022-2023: nelle lauree triennali la quota passa dal 14,15% al 15,40%, mentre nelle magistrali sale dal 21,76% al 23,21%.

Le donne sono anche la maggioranza tra chi consegue il titolo nei tempi previsti e ottengono più frequentemente la votazione di 110 e lode: il 33,18% delle laureate raggiunge il massimo risultato, contro il 29,19% degli uomini.

Restano tuttavia profonde differenze nella scelta dei percorsi universitari. Le studentesse continuano a concentrarsi soprattutto nelle discipline umanistiche e sanitarie, mentre gli uomini sono ancora largamente prevalenti nei corsi di ingegneria e ICT.

Anche dopo il conseguimento del titolo permangono divari. A un anno dalla laurea triennale, il tasso di occupazione femminile è superiore a quello maschile, con il 43,60% contro il 39,90%. Considerando però complessivamente i diversi livelli di laurea, gli uomini registrano tassi di occupazione e retribuzioni mediamente più elevati.

Il divario diventa ancora più evidente osservando il personale docente e ricercatore. Rispetto al precedente Bilancio di Genere 2022-2023, la quota di professoresse ordinarie scende dal 25,50% al 25,37%, quella delle associate dal 41,43% al 40,85%, mentre le ricercatrici passano dal 49,44% al 48,78%.

Il confronto con il dato nazionale mostra inoltre una minore presenza femminile nell’Ateneo pisano in numerosi settori disciplinari. Nelle aree STEM, in particolare, le donne rappresentano il 30% del personale docente e ricercatore dell’Università di Pisa, rispetto a una media italiana del 36,96%.

Diverso il quadro del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario, dove le donne costituiscono il 61,89% del totale e sono maggioritarie in tutte le aree professionali. La presenza femminile raggiunge l’83,33% nell’area delle biblioteche e il 77,14% in quella amministrativa e amministrativo-gestionale. Le donne rappresentano inoltre il 70,30% del personale della categoria EP e la metà dei dirigenti di seconda fascia.

«Accanto all’analisi dei dati, il Bilancio documenta il percorso compiuto dall’Ateneo per integrare la prospettiva di genere nelle proprie politiche», afferma Elisabetta Catelani, presidente del Comitato unico di garanzia.

Tra le iniziative vengono ricordati il Gender Equality Plan, il Piano di azioni positive, le attività di ricerca e formazione e i servizi di supporto, tra cui la consigliera di fiducia, lo Sportello contro la violenza di genere, l’Unità per l’Eguaglianza e le Differenze e le carriere alias.

«Nel loro complesso, i dati restituiscono un quadro articolato, nel quale coesistono segnali di avanzamento e persistenti elementi di criticità – dichiara Renata Pepicelli, delegata del rettore per gli studi di genere e le politiche di promozione dell’uguaglianza –. Le evidenze confermano la necessità di proseguire con determinazione nel percorso di promozione delle pari opportunità».

Il Bilancio di Genere 2024-2025 è stato realizzato da Francesca Pecori, responsabile dell’Unità per l’Eguaglianza e le Differenze, ed è stato approvato dal Comitato unico di garanzia. Il volume contiene le introduzioni del rettore Riccardo Zucchi e del direttore generale Rosario Di Bartolo, insieme agli interventi di Elisabetta Catelani e Renata Pepicelli.

Last modified: Luglio 25, 2026
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