PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’associazione La Città Ecologica aps.
Pisa è il secondo capoluogo di provincia con la TARI più alta d’Italia nel 2025, subito dopo Catania. Lo evidenzia il Rapporto 2025 dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva: a Pisa la tassa sui rifiuti raggiunge 557 euro medi annui, contro i 602 euro di Catania e i 509 di Genova. Un netto peggioramento rispetto al 2023, quando Pisa era quarta con 481 euro.
Secondo La Città ecologica, questo primato negativo è legato a una serie di criticità strutturali. In primo luogo, l’elevatissima produzione di rifiuti: nel 2024 Pisa ha registrato una media di 800 kg pro capite, il dato più alto tra i capoluoghi toscani, ben superiore alla media nazionale (496 kg) e regionale.
Altro elemento critico è il costo del servizio, che nel 2024 ha raggiunto 428 euro pro capite, contro una media del Centro Italia di 228 euro e una media regionale di circa 298 euro. Un divario che, secondo il gruppo, indica una distribuzione ingiusta dei costi, con una parte dei rifiuti prodotta da utenze che non ne sostengono adeguatamente il peso economico.
Preoccupa anche il calo della raccolta differenziata, scesa dal 65,8% del 2021 al 60% nel 2025, in controtendenza rispetto all’andamento regionale e nazionale. La Città ecologica attribuisce questo risultato alla scelta di privilegiare i cassonetti stradali a discapito del porta a porta.
La proposta è chiara: ritorno a una raccolta domiciliare capillare ed efficiente e introduzione di una tariffazione puntuale, in modo che ciascun utente paghi in base ai rifiuti effettivamente prodotti. Solo così, secondo il gruppo, sarà possibile ridurre i costi, migliorare la qualità della raccolta e alleggerire il peso della TARI sulle famiglie pisane.


















