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Rifiuti, Legambiente Valdera contro Macelloni: “Rifiuti Zero è una scelta possibile, non uno stato d’animo”

PECCIOLI- Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Legambiente Valdera.

Legambiente Valdera interviene nel dibattito sulla gestione dei rifiuti e replica alle dichiarazioni del sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, secondo il quale «l’opzione Rifiuti Zero non è una soluzione, ma uno stato dell’anima».

Per l’associazione ambientalista, questa affermazione sintetizzerebbe una visione orientata soprattutto allo smaltimento e all’incenerimento, invece che alla riduzione dei rifiuti, al riciclo e al recupero dei materiali.

«Nel comune di Peccioli la raccolta differenziata si attesta intorno al 40%, mentre continuano gli afflussi verso la discarica – sostiene Legambiente Valdera –. Parlare di riduzione, recupero, abbattimento dell’usa e getta e del modello Capannori per arrivare a Rifiuti Zero deve quindi apparire come un’eresia al sistema Peccioli-Belvedere».

L’associazione critica inoltre la proposta, rilanciata da Macelloni in occasione del rinnovo del consiglio di amministrazione di Retiambiente, di un possibile coinvolgimento della holding pubblica nel progetto dell’ossicombustore sviluppato da Novatosc. L’impianto, attraverso un processo di trattamento termico, dovrebbe trasformare i residui in materiale vetroso.

«Il progetto è ancora tutto da sperimentare e non sembra aver attirato investitori privati – afferma Legambiente –. Senza le risorse pubbliche dei cento Comuni soci di Retiambiente, l’ossicombustore rischia di non vedere mai la luce, come già avvenuto per il dissociatore molecolare».

Legambiente Valdera contesta anche gli allarmi relativi al possibile aumento delle bollette, alla necessità di trasferire i rifiuti fuori regione e al revamping dell’inceneritore di Ospedaletto.

«Andare verso Rifiuti Zero non è uno stato d’animo, ma una scelta possibile, necessaria per il pianeta e realizzabile in tempi non troppo lontani, purché ci sia la volontà politica – prosegue l’associazione –. In linea con le indicazioni europee, discariche e inceneritori devono rappresentare l’ultima opzione, limitata alla frazione residua dopo una raccolta differenziata spinta e di qualità».

L’associazione si dichiara infine contraria all’ipotesi di destinare all’incenerimento la parte di plastica proveniente dalla raccolta differenziata che non trova collocazione sul mercato: «Non si può utilizzare l’incapacità del sistema produttivo di assorbire questi materiali come pretesto per riaprire gli inceneritori o introdurre deroghe al loro funzionamento».

Last modified: Agosto 5, 2026
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