PONTEDERA- Un viaggio nei luoghi simbolo della deportazione nazifascista per trasformare la memoria in responsabilità civile. Nei giorni scorsi l’assessora del Comune di Pontedera Eleonora Pini ha partecipato, insieme ad amministratori e rappresentanti istituzionali del territorio, al pellegrinaggio organizzato dalla sezione pisana di Aned attraverso i campi di Dachau, Ebensee, Gusen e Mauthausen.
La delegazione, accompagnata dalle testimonianze di Laura Geloni, figlia del deportato politico antifascista Italo Geloni, e dai rappresentanti di Aned Pisa, ha attraversato alcuni dei luoghi più drammatici della storia europea.

Tra i momenti più significativi la visita a Dachau, primo campo di concentramento istituito dal regime nazista nel 1933. Qui l’assessora ha deposto una corona d’alloro del Comune di Pontedera presso la baracca numero 29, dove Italo Geloni si trovava nell’aprile del 1945 al momento della liberazione.
«Praticare la memoria non è solo un dovere morale: è una linea guida per il presente e per il futuro», ha dichiarato Pini, ricordando come l’odio organizzato e normalizzato possa trasformarsi in tragedia collettiva.
Il viaggio ha toccato anche Gusen, ricordato come il “cimitero degli italiani”, il Castello di Hartheim, luogo del programma nazista di eliminazione delle persone con disabilità, e infine Mauthausen, dove la delegazione italiana ha preso parte alle celebrazioni per l’81° anniversario della liberazione del campo.
Al pellegrinaggio hanno partecipato anche studenti e insegnanti, confermando il valore educativo dell’esperienza. «Il “Mai più” non può essere solo uno slogan – ha concluso l’assessora – ma deve tradursi ogni giorno nella difesa della dignità umana e nella lotta contro ogni forma di discriminazione».





















