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Pisa – Napoli, le pagelle firmate da Giovanni Manenti

SEMPER 4,5 – Colpevole sulle prime due reti, sorpreso nella prima occasione da una conclusione angolata ma lenta di McTominay e non riuscendo a trattenere, nella seconda, un colpo di testa ravvicinato, ma tutt’altro che irresistibile di Rrahmani, mezzo punto in più per aver ritardato lo 0-3 con un grande intervento nel finale di primo tempo su tiro a botta sicura di Elmas, incolpevole sulla terza rete.

CALABRESI 5 – Tornato nell’undici titolare per la squalifica di Bozhinov, se la deve vedere con un Alisson Santos fra i più in forma in questo finale di stagione fra i partenopei e, pur mettendoci il consueto impegno, patisce oltre misura la differenza di qualità tecnica, oltre a non chiudere sulla conclusone dello scozzese che sblocca l’incontro (dal 70′ Touré 5,5 – costretto a ricoprire il ruolo non di sua pertinenza di braccetto di destra, vista l’assenza anche di Coppola come rincalzo, cerca come può di limitare o danni)   

CARACCIOLO 6 – Con una difesa impostata spesso a quattro per l’abbassamento di Angori, il Capitano opera delle buone chiusure, limitando Hojlund in attacco, per poi farsi prendere dal nervosismo nella ripresa dove commette un fallo un po’ eccessivo su De Bruyne che gli costa l’ammonizione e palesa una visibile contrarietà nel vedere i propri compagni non sfoggiare la “garra” necessaria per contrastare il palleggio sin troppo semplice dei partenopei.      

CANESTRELLI 5,5 – Assieme a Caracciolo controlla con sufficiente autorità il temuto Hojlund, salvo smarrirsi nel secondo tempo, allorché lo stesso attaccante danese lo anticipa nel lanciare in campo aperto De Bruyne, così da costringere il Capitano al fallo da cartellino giallo, per poi perdersi lo stesso n.19 azzurro in occasione della terza rete che chiude l’incontro.

LERIS 5,5 – Vale, più  meno, quanto affermato per Calabresi, con la differenza che l’esterno algerino, nel ruolo di esterno di centrocampo, impegna maggiormente il suo avversario Spinazzola limitandone le sovrapposizioni e proponendosi anche in  qualche interessante ripartenza (dal 70′ Cuadrado 5,5 – il suo apporto è, come spesso avvenuto nell’arco di tutto il Campionato, pressoché nullo, certo che se sperava di guadagnarsi la convocazione per i Mondiali in questo modo …)    

AKINSANMIRO 4,5 – Vaga per il campo senza trovare mai una esatta collocazione tattica, il suo ruolo di “frangiflutti” a cercare di arginare il possesso palla avversario non viene mai messo in pratica, così pure eventuali ripartenze a supporto della trequarti offensiva, oramai in completo disarmo (dal 60′ Piccinini 5,5 – oramai ha perso anche quella che era la sua qualità principale, ovvero di “guastatore” con i suoi inserimenti tra le linee, probabilmente anche demotivato per lo scarso impiego)

HOJHOLT 5,5 – Del trio di centrocampo l’unico a dimostrare quantomeno una certa lucidità nel mantenere la posizione, riesce, sia pur a fasi alterne e senza strafare, a bloccare alcuni dei fraseggi avversari presidiando la zona davanti alla difesa con sufficiente autorità. .   

AEBISCHER 4,5 – Non ricordiamo una gara così apatica da parte del centrocampista svizzero, forse non nelle migliori condizioni fisiche visto che era stato lasciato fuori domenica scorsa a Cremona, fatto sta che non ha contrastato né si è proposto per impostare una trama offensiva ed, in pratica, è stato una sorta di fantasma per tutti i 90′. 

ANGORI 5 – Svolge in pratica il ruolo di quarto di difesa, non superando mai la linea di metà campo per cercare di arginare la corsia di sinistra occupata da Di Lorenzo ed Elmas, trovandosi spesso in difficoltà, soprattutto con quest’ultimo, oltre a farsi superare sullo stacco da Rrahmani nell’azione del raddoppio che, di fatto, chiude la contesa. 

MOREO 6 – Cerca di recitare al meglio il ruolo di raccordo fra il centrocampo e l’unica punta, di fatto, Stojilkovic, mettendoci il consueto impegno e fornendo al compagno di reparto la palla che avrebbe potuto riaprire la partita in chiusura di primo tempo, per poi “mettersi in proprio” in avvio di ripresa, con una bella girata in area che costringe Meret all’unico, vero intervento della gara (dal 70′ Vural 5 – se l’intenzione del tecnico era quella di dare supporto alla manovra offensiva, la stessa è puntualmente naufragata, con il giovane trequartista turco completamente avulso dal gioco)  

STOJILKOVIC 5,5 – Forse, ed uso il dubitativo, avrebbe delle potenzialità, pur in una formazione che non lo supporta sicuramente a dovere, ma resta il fatto che il goal resta per lui una chimera, avendo a disposizione due occasioni nel corso del primo tempo che lo vedono nel primo caso mandare il pallone alto sopra la traversa e, nel secondo, farsi respingere il tiro da Meret in uscita (dal 60′ Meister 5 – non vado al di sotto per il ridotto impiego temporale, fatto sta che il suo apporto da quando entra in campo, così come in altre occasioni, non incide in alcun modo sull’andamento della gara)

HILJEMARK 5 – Circa l’undici schierato inizialmente resta il dubbio sul mancato utilizzo di Touré che a Cremona si era salvato dal naufragio generale, per il resto la qualità è quella che è e, caso mai, gli si può rimproverare di non aver fatto scendere in campo Marin per quella che sarebbe stata con ogni probabilità la sua ultima apparizione sul campo dell’Arena Garibaldi dopo 8 stagioni di permanenza all’ombra della Torre Pendente, ma

Last modified: Maggio 17, 2026
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