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Orzo più resistente agli allagamenti: scoperta una regione del genoma che aiuta la germinazione dopo eventi climatici estremi

PISA – Un nuovo studio coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna, in collaborazione con la Scuola Normale Superiore, apre prospettive importanti per l’agricoltura in un contesto di cambiamenti climatici sempre più estremi. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Plant Physiology, ha individuato una regione del genoma dell’orzo che potrebbe influenzare la capacità dei semi di germinare anche dopo forti precipitazioni e allagamenti dei terreni.

Lo studio suggerisce nuove strategie per selezionare varietà di orzo più resilienti agli eventi climatici estremi, una sfida cruciale per la sicurezza alimentare futura. «Questo risultato dimostra che è possibile individuare accessioni di orzo capaci di germinare dopo eventi di allagamento, analizzando i regimi di precipitazione delle aree di coltivazione di origine», spiega Chiara Pucciariello, professoressa associata dell’Istituto di Scienze delle Piante della Scuola Sant’Anna e coordinatrice della ricerca.

Genomica e clima, un approccio integrato

La prima autrice dello studio, Eva María Gómez Álvarez, assegnista di ricerca alla Scuola Sant’Anna, ha analizzato un’ampia collezione di varietà locali di orzo provenienti da Europa, Asia e Africa. Integrando dati genomici con informazioni storiche sui regimi di precipitazione, i ricercatori sono riusciti a individuare una specifica regione del genoma potenzialmente coinvolta nella germinazione dei semi dopo eventi di allagamento.

Grazie alla collaborazione con il NEST Laboratory della Scuola Normale Superiore, il team ha inoltre verificato che questa regione genetica include geni legati alla struttura del seme e alla dormienza, processi chiave per garantire una germinazione efficace in condizioni ambientali avverse.

La scoperta rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione delle basi molecolari della tolleranza dell’orzo agli stress ambientali e potrà contribuire allo sviluppo di colture più adattabili ai cambiamenti climatici.

La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto PNRR Agritech – National Research Center, finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Next Generation EU.

Last modified: Gennaio 22, 2026
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