PISA – Ultima delle quattro grandi Società calabresi ad essere stata fondata – rispetto a Crotone, Reggina e Cosenza – il Catanzaro può però vantare l’orgoglio di essere stata la prima formazione della propria Regione a conquistare la Serie A, circostanza verificatasi a conclusione del Torneo Cadetto 1970-’71 a certificare l’apice della gestione del Presidente Nicola Ceravolo, che ne ha retto le redini per un ventennio (dal 1958 al 1979) ed alla cui memoria è intitolato lo Stadio.
di Giovanni Manenti
UN PO’ DI STORIA. Fondato nel 1927 per effetto della fusione fra le due Società cittadine Scalfaro e Braccini, il Catanzaro fatica, con l’avvento dei Campionati a Girone Unico, a mantenere un posto in Serie B, scivolando addirittura in Quarta Serie al termine del Campionato 1951-’52, ancorché detta retrocessione venga compensata dall’immediata risalita nella successiva stagione, prima di ottenere la Promozione in Serie B nel 1959 avendo la meglio per una sola lunghezza ((46 punti ai 46) sui rivali del Cosenza, non a caso a conclusione del primo anno di presidenza Ceravolo. Il decennio seguente vede i giallorossi mantenere la Categoria, sfiorando una prima volta la Promozione nella Massima Divisione nel Torneo 1966-’67 – concluso al terzo posto.e penalizzati dal fatto che in detta stagione salivano due sole squadre per riduzione della Serie A da 18 a 16 formazioni – oltre a raggiungere nel 1966 la Finale di Coppa Italia dopo aver eliminato sul proprio cammino Napoli, Lazio, Torino ed Juventus, arrendendosi solo alla Fiorentina, che si impone 2-1 ai supplementari. Ma il tempo è oramai maturo per salire l’ultimo scalino e ciò avviene a conclusione del Campionato 1970-’71 al termine del quale, classificatosi al secondo posto a pari merito con Atalanta e Bari, il Catanzaro ottiene la Promozione al termine dello spareggio a tre, venendo sconfitto 0-1 dai bergamaschi, ma superando con identico punteggio i pugliesi che, battuti anche dai nerazzurri, restano in Serie B. L’esperienza nell’elite del Calcio nazionale dura una sola stagione – retrocesso con 21 punti alla pari con il Mantova ed ad una sola lunghezza dal Verona quart’ultimo – ed i successivi anni ’70 vedono la formazione calabrese ottenere altre due Promozioni nella Massima Divisione nel 1976 e nel 1978, per poi vivere, nel decennio seguente, il “Periodo d’Oro” della propria Storia calcistica. Nonostante che il Presidente Ceravolo avesse passato la mano ad Adriano Merlo – pur con un breve rientro in Società allorché le redini del Club erano state assunte da Pino Albano – il Catanzaro vive nel corso degli anni ’80 alcune stagioni straordinarie, che lo vedono piazzarsi al nono posto nel 1979, all’ottavo nel 1981 ed addirittura al settimo l’anno seguente, in cui sfiora la qualificazione ad una seconda Finale di Coppa Italia, eliminato in semifinale dall’Inter (1-2 e 3-2) solo per la norma che assegna valore doppio alle reti segnate in trasferta.
I PROTAGONISTI DE TEMPI D’ORO. Protagonisti di questi “Anni d’Oro” sono tecnici del calibro di Gianni Seghedoni, Gianni Di Marzio, Carlo Mazzone e Bruno Pace, mentre ad infiammare i tifosi sul terreno di gioco provvedono gli estremi difensori Massimo Mattolini ed Alessandro Zaninelli, i difensori Claudio Ranieri (detentore del record di presenze in Serie A con 128 gare disputate), Giuseppe Sabadini, Leonardo Menichini, Fausto Silipo e Sergio Santarini, i centrocampisti Adriano Banelli, Giovanni Importa, Enrico Nicolini, Angelo Orazi, éPiero Braglia, Valerio Majo, Giorgio Boscolo, Antonio Sabato e Massimo Mauro, oltre ai tre attaccanti Massimo Palanca (“Top Scorer” assoluto sia per numero complessivo di reti, 119, che per quelle realizzate in Serie A con 37), Carlo Borghi ed Edy Bivi. Ma anche le “Belle Favole” hanno una fine e, per il Club giallorosso, il brusco risveglio avviene nel corso dello stesso decennio, visto che incorre in due retrocessioni consecutive dalla Serie A all C nel biennio 1983-’84, cui fa seguito un “up and down” tra Torneo Cadetto e Serie C nel successivo triennio, prima di concludere gli anni ‘080 con altre tre stagioni in Serie B, ma il peggio era ancora da venire …
IL PASSATO RECENTE. La fine del XX Secolo è, difatti, quanto mai dolorosa per il popolo giallorosso, che vede la propria squadra relegata addirittura in Serie C2, purgatorio da cui riemerge solo ad inizio del nuovo Millennio grazie ad una doppia Promozione consecutiva nel biennio 2003-’04, ma è una gioia effimera, dato che, a distanza di due anni, il Club, oltre a retrocedere, viene altresì dichiarato fallito con conseguente nuova ripartenza dalla Serie C2, per poi incappare in una seconda dichiarazione di fallimento nel 2011, ma proprio quando tutto sembra perso, ecco farsi avanti l’imprenditore Giuseppe Cosentino che rileva la Società, appiana di debiti e consente la ripresa dell’attività con l’immediata Promozione in Lega Pro Prima Divisione. Per il ritorno fra i Cadetti, viceversa, occorre attendere – dopo che la proprietà passa all’attuale Presidente Floriano Noto – sino alla stagione 2022-’23, che vede il Catanzaro dominare con 86 punti (frutto di 30 vittorie, 6 pari ed appena 2 sconfitte) il Girone C della Serie C, con Vincenzo Vivarini allenatore e Pietro Iemmello Capocannoniere con 28 reti, una coppia che si rivela vincente anche nel successivo Torneo Cadetto, concluso al quinto posto (eliminato dalla Cremonese in semifinale Playoff) e con Iemmello 15 volte a segno, stesso traguardo colto la stagione seguente (eliminato dallo Spezia). mentre nello scorso Campionato, i giallorossi hanno sfiorato il ritorno nella Massima Divisione, svanito solo in Finale Playoff con il Monza.
AQUILANI SFIORA LA SERIE A. Tale delusione fa sì che, in vista della corrente stagione, la Società giallorossa accontenti l’ex allenatore nerazzurro Alberto Aquilani nel desiderio di approdare in Serie A, accasandosi al Sassuolo e con l’incarico affidato all’emergente Giorgio Gorgone, reduce da una sfortunata esperienza al Pescara dopo un biennio alla guida della Lucchese in C, mentre molte sono state le operazioni di mercato, con la cessione dei tre “gioielli” Alphadjo Cissé (rientrato al Milan per fine prestito), Mattia Liberali (destinazione Como) e Costantino Favasuli (prestato al Napoli con obbligo di riscatto), oltre a Nicolò Brighenti, Marco Pompetti e Simone Pontisso che hanno salutato la Calabria con destinazione Vicenza, Padova e Cremonese rispettivamente.
ENTRATE ED USCITE. Sul fronte degli acquisti, tali perdite sono state compensate, come operazioni più importanti, dai tesseramenti a titolo definitivo di Mendi Dorval dal Bari, Nicola Mosti dalla Juve Stabia edf Emanuele Pecorino dalla Juventus (dopo una positiva stagione al SudTirol), mentre è stato esercitato il riscatto di Federico Di Francesco ed è rientrato dal prestito al Mantova Nicolò Buso, così come è stato raggiunto con lo Spezia un accordo per i prestiti di Antonio Candela e Marco Ruggero, con in più la “scommessa” sul 21enne africano Franky Tchacouna, vice capocannoniere la scorsa stagione con l’Enna nel Girone I della Serie D, avendo messo a segno 15 reti.
INIZIO SHOCK. Catanzaro che, al pari del Pisa, non ha iniziato in modo positivo la nuova stagione, uscendo sconfitto 2-3 dal campo del Vicenza dopo aver condotto 1-0 e 2-1, cos’ che per i giallorossi, così come per i nerazzurri, la sfida di domenica prossime 30 agosto 2026 alla “Cetilar Arena” rappresenta un’importante prova d’appello per riscattare le delusioni dell’esordio.
Last modified: Agosto 27, 2026



















