PISA – Confesercenti Pisa e Monte Pisano esprime forte preoccupazione e netta contrarietà alla revisione dei criteri con cui il Governo ha ridefinito la classificazione dei comuni montani, che ha comportato il declassamento di territori storicamente riconosciuti come Calci e Buti.
Secondo l’associazione, la perdita dello status di “comune montano” rischia di avere conseguenze rilevanti sul piano economico e sociale, escludendo i territori da misure dedicate, bandi specifici e risorse strategiche per investimenti in sicurezza, tutela ambientale, infrastrutture e sostegno alle imprese.
Confesercenti condivide le preoccupazioni già espresse a livello istituzionale. “Chi vive e lavora sul Monte Pisano conosce bene le difficoltà strutturali dell’area – spiega Cindy Del Tacca, presidente Confesercenti Monte Pisano – tra viabilità complessa e fragilità ambientale. Il declassamento non cambia la realtà del territorio, ma riduce le possibilità di sostenerlo. È una scelta che rischia di penalizzare chi investe e mantiene viva l’economia locale”.
Sulla stessa linea Fabrizio Di Sabatino, presidente Confesercenti Pisa: “Non si tratta solo di un aspetto formale. La classificazione montana ha rappresentato uno strumento concreto di riequilibrio territoriale. Venir meno a questo significa ridurre competitività e prospettive di sviluppo per imprese che operano in un contesto già fragile. Senza strumenti adeguati, il rischio è l’indebolimento del tessuto economico locale”.
Confesercenti Pisa e Monte Pisano chiedono quindi una revisione dei criteri adottati o, in alternativa, l’introduzione di misure compensative, confermando la disponibilità a collaborare con istituzioni locali, Regione Toscana e rappresentanza parlamentare per tutelare il territorio e le imprese.
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Last modified: Febbraio 13, 2026
















