PISA – Sui rincari dei carburanti interviene Confesercenti Pisa e Monte Pisano e Valdera-Cuoio Valdicecina, che difende i gestori degli impianti finiti al centro delle polemiche dopo gli aumenti alla pompa legati alla crisi nel Golfo.
«Per capire chi sta speculando sui prezzi – dichiarano i responsabili Daniele Benvenuti e Claudio Del Sarto – non bisogna fermarsi alle stazioni di servizio, ma guardare alle sedi delle grandi compagnie petrolifere».
Secondo Confesercenti, gli aumenti – fino a 6 centesimi al litro – sarebbero stati decisi direttamente dalle major subito dopo l’avvio delle operazioni militari, senza preavviso, imponendo ai gestori l’adeguamento dei prezzi. «I benzinai si trovano ancora una volta in prima linea a fronteggiare la rabbia dei cittadini, pur non avendo alcuna responsabilità nella formazione dei prezzi».
L’associazione parla di rincari basati su previsioni e dinamiche speculative, che pesano sui consumatori prima ancora che gli effetti reali del conflitto incidano sui costi di approvvigionamento.
Confesercenti sottolinea inoltre come il margine dei gestori sia fisso e limitato, pari a circa 5 centesimi lordi per litro, indipendentemente dalle oscillazioni del mercato: «Ogni aumento deciso dalle compagnie non comporta alcun beneficio per chi gestisce l’impianto».
Critiche anche al clima di sospetto verso i gestori e alla richiesta di obblighi informativi, come il cartello del prezzo medio, su cui – ricordano – è intervenuto il Consiglio di Stato chiedendo una revisione delle modalità di aggiornamento.
Infine, l’associazione sollecita un intervento del Governo: «Lo Stato beneficia dell’aumento del gettito fiscale legato ai rincari. È necessario restituire almeno una parte di queste risorse per sostenere famiglie, imprese e consumi».
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Last modified: Marzo 17, 2026
















