NICOLAS 5,5 – Esegue a fine primo tempo il suo unico intervento della partita deviando in angolo un insidioso rasoterra di Da Cunha, dopo aver subito due reti senza poter opporre resistenza, dimostrandosi viceversa attento nelle uscite: nella ripresa, subita la terza rete, è apparso rassegnato nel non essere in grado di frenare l’ondata lariana.
CARACCIOLO 5,5 – Sicuramente “il meno peggio” del reparto difensivo, conferma una volta di più – come era già accaduto con Mister Gilardino – che toglierlo da centrale difensivo rappresenta il massimo dell’autolesionismo, in quanto perde il ruolo di leader della difesa e, soprattutto nella ripresa, naufraga anch’egli in balia degli attacchi avversari.
ALBIOL 4,5 – Il confronto con Diao – che ha esattamente la metà dei suoi anni – è impietoso nell’occasione che sblocca la partita, ma lasciar passare il pallone del raddoppio non è concepibile per un giocatore della sua esperienza, a dispetto dell’aspetto anagrafico, per poi proseguire inciampando nell’azione che porta al tris che chiude definitivamente la sfida.
CANESTRELLI 5 – Abbocca alla finta di Diao che porta al raddoppio dei padroni di casa, è troppo morbido perdendo il contrasto da cui nasce l’azione del 3-0, perde una palla sanguinosa facendosi anticipare da Douvikas sul quale rimedia con esperienza ed, infine,non riesce a chiudere su Nico Paz in occasione del poker lariano (dal 77′ Iling Junior sv)
LERIS 6 – Il migliore, unico a strappare la sufficienza sia per l’impegno che per alcune iniziative che mettono in difficoltà la difesa lariana, da un suo inserimento nasce la rete dell’1-3 che avrebbe potuto riaprire la partita, peccato solo che fosse in posizione di fuorigioco.
HOJHOLT 5,5- Con il Como a mantenere il possesso palla, si limita, come del resto i suoi compagni di reparto, a “guardare” il palleggio degli avversari senza contrastare efficacemente per poter rilanciare l’azione offensiva.
LOYOLA 5,5 – Stesso discorso fatto per Hojholt, anche se, date le sue caratteristiche dal punto di vista agonistico, ci si sarebbe aspettata una maggior aggressività, palesata a tratti nella sola prima frazione di gioco (dal 64′ Stengs sv – tornato a calcare il campo dopo i 6′ giocati in Pisa-Sassuolo, tocca sì e no tre palloni di numero, ingiudicabile)
AKINSANMIRO 5 – Il peggiore del trio di centrocampo, anche se cerca di spezzare il ritmo agli avversari, perde regolarmente palla ogni volta che ne entra in possesso, tant’è che all’intervallo viene sostituito per passare al 3-4-2-1 (dal 46′ Meister 5.5 – conferma le sue caratteristiche, ovvero o calcia di prima intenzione oppure deve essere lanciato in progressione, ed è sfortunato vedendosi annullare, giustamente, una rete per fuorigioco di Stojilkovic, mentre quando rientra per dare una mano a centrocampo non riesce a vincere un contrasto che sia uno)
ANGORI 5,5 – Anche lui, come Leris, cerca di avviare l’azione offensiva dalle fasce visto che centralmente il Pisa non riesce a sfondare, a differenza dell’esterno algerino è maggiormente in difficoltà nella fase difensiva pur dovendosela vedere con un Diao rigenerato dopo la lunga assenza.
TRAMONI 5,5 – Sufficiente sul piano dell’impegno, ha però sulla coscienza l’aver sprecato (sullo 0-1) l’unica vera occasione da goal al 25′ del primo tempo calciando sopra la traversa da poco dentro l’area e, contro una squadra che concede agli avversari solo il 20% di possesso, occorre cercare di approfittare di ogni minima opportunità (dal 77′ Piccinini sv)
MOREO 5,5 – L’errore nel disimpegno da cui nasce la rete in apertura che indirizza la gara a favore dei padroni di casa pesa come un macigno sulla prestazione dell’attaccante nerazzurro, che altresì non incide come in altre circostanze sia nel ruolo di raccordo che in propensione offensiva (dal 50′ Stojilkovic 5,5 – Mandato in campo a risultato (0-3) già compromesso. è protagonista nelle azioni delle due reti annullate ai nerazzurri, vanificate nella prima occasione dal fuorigioco di Leris e, nella seconda, da una sua posizione di offside, in cui cade anche successivamente, dimostrando, come già in altre precedenti circostanze, di avere poca dimestichezza con tale fase di gioco)
ILJEMARK 5 – Stavolta la giacca e cravatta non ha portato bene al tecnico svedese che, in avvio, si affida al modulo 3-5-2 provato dopo l’espulsione di Durosinmi (allora 3-4-2, ovviamente) domenica scorsa, ma anch’egli con la colpevole scelta di togliere Caracciolo dal ruolo di difensore centrale, di cui ha pagato le conseguenze e l’ingresso di due punte di ruolo ad inizio ripresa, pur consentendo di creare quale opportunità in attacco, ha consentito al Como di dilagare a suo piacimento.
Last modified: Marzo 22, 2026
















