PISA – È Pisa l’unica provincia con il segno più nelle previsioni occupazionali del primo trimestre 2026 tra Lucca, Massa-Carrara e Pisa. Secondo i dati del Sistema Informativo Excelsior, le imprese delle tre province programmano complessivamente circa 23mila assunzioni tra gennaio e marzo 2026, ma mentre Lucca e Massa-Carrara mostrano un rallentamento, Pisa registra una lieve crescita (+1%) rispetto allo stesso periodo del 2025.
L’analisi, realizzata da Unioncamere e Ministero del Lavoro con il supporto dell’Istituto Studi e Ricerche e della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, si basa su un campione di circa 1.700 imprese con dipendenti.
Pisa in controtendenza
Nel dettaglio, la provincia di Pisa prevede 9.560 assunzioni, in aumento dell’1%. Un dato che spicca in un contesto complessivamente prudente e che conferma il ruolo del territorio pisano come motore occupazionale dell’area. A trainare la crescita sono soprattutto i servizi (+3%), con un forte contributo del turismo (+13%) e dei servizi alle persone (+7%), mentre l’industria registra una lieve flessione (-2%) e il commercio è in calo (-8%).
Le figure più richieste nel Pisano sono addetti alla ristorazione (1.040), addetti alle vendite (590), conduttori di veicoli (560), operai delle costruzioni (410) e addetti alle pulizie (540). Tra i profili più qualificati emergono anche tecnici dei rapporti con i mercati e tecnici informatici e sanitari, a conferma di una domanda di lavoro più diversificata.
Il nodo del mismatch
Resta però una criticità comune a tutte e tre le province: il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. A Pisa il 46% delle posizioni è difficile da coprire, sebbene in miglioramento rispetto al 2025, soprattutto per carenza di candidati e competenze non adeguate. La domanda mostra comunque una maggiore apertura verso titoli di studio medio-alti: 13% laureati, 28% diplomati, 32% qualifiche professionali.
«Il primo trimestre 2026 restituisce l’immagine di un mercato del lavoro che tiene, ma resta fortemente selettivo – commenta Valter Tamburini –. I servizi offrono opportunità significative e Pisa ne beneficia più degli altri territori. Il lieve miglioramento del mismatch è un segnale positivo, ma la carenza di profili adeguati continua a rappresentare un freno per le imprese».
Lucca e Massa-Carrara più caute
A fronte della dinamica positiva pisana, Lucca prevede 9.870 assunzioni (-6%), con un rallentamento soprattutto nei servizi e un mismatch del 48%, mentre Massa-Carrara si ferma a 3.530 ingressi (-8%), penalizzata dal forte calo dell’industria (-18%) e da un disallineamento ancora più elevato (54%).
In questo quadro, Pisa si conferma dunque l’area più dinamica, pur condividendo con gli altri territori la necessità di rafforzare formazione, orientamento e politiche per le competenze, per sostenere la crescita occupazionale e rispondere alle esigenze del sistema produttivo.




















