Written by • 3:27 pm• Pisa, Attualità, Cultura, TOP NEWS HOME PAGE

Università di Pisa, un ragno virtuale per studiare le fobie: nasce Peter

Bioingegneri e psicologi dell’Università di Pisa hanno sviluppato uno strumento open source per valutare l’evitamento fobico. Lo studio su Communications Psychology, rivista del gruppo Nature

PISA – Si chiama Peter ed è un ragno virtuale sviluppato dai ricercatori dell’Università di Pisa per supportare psicologi e clinici nella valutazione dell’evitamento fobico, il comportamento che porta una persona ad allontanarsi da ciò che teme. Lo strumento, open source e liberamente scaricabile, utilizza un visore di realtà virtuale e punta a offrire elementi utili per individuare il trattamento più adatto al paziente.

Il lavoro, pubblicato su Communications Psychology, rivista del gruppo Nature, nasce dalla collaborazione tra i bioingegneri del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e gli psicologi del Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica dell’Ateneo.

«Abbiamo costruito uno scenario che espone le persone alle loro paure replicando in realtà virtuale un test usato dagli anni ’60 dove le persone si trovano in un corridoio al termine del quale si trova un grosso ragno – spiega Sergio Frumento, ricercatore al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione –. Ai partecipanti all’esperimento è stato chiesto di avvicinarsi al ragno il più possibile. Questo ci ha permesso di misurare in modo preciso il tempo in cui veniva portato a termine il compito, e la velocità della camminata».

Lo studio ha coinvolto 75 partecipanti con livelli variabili di aracnofobia. Analizzando le traiettorie seguite per avvicinarsi al ragno, i ricercatori hanno individuato diversi tipi di evitamento, associabili a differenti interpretazioni psicologiche e possibili approcci terapeutici.

«Oltre a questo – aggiunge Alberto Greco, docente di bioingegneria al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione – abbiamo introdotto per la prima volta una differenziazione del comportamento evitante in diversi sottotipi, e questo è molto rilevante per poter scegliere il tipo di trattamento più adatto al paziente».

Il progetto prevede ulteriori sviluppi: «Il prossimo passo sarà integrare il sistema con il rilevamento dei segnali fisiologici, come il battito cardiaco, per valutare in modo più approfondito lo stato di ansia del soggetto», conclude Greco.

Lo strumento è disponibile gratuitamente sulla piattaforma Open Science Framework. L’articolo scientifico è consultabile su Communications Psychology.

Last modified: Ottobre 7, 2026
↑
Close