Hanno superato quota 30.000 le presenze alla XXIV edizione del Pisa Book Festival.
PISA – Lettori, studenti, famiglie e appassionati hanno animato per tre giorni gli Arsenali Repubblicani e le altre sedi del Festival, dal Museo delle Navi Antiche a Palazzo Reale, passando per Palazzo Blu, Palazzo della Sapienza e la Torre Guelfa. Più di 100 gli appuntamenti, oltre 200 gli ospiti e 90 le case editrici indipendenti presenti in fiera, per un’edizione che ha messo ancora una volta al centro il potere della parola e della letteratura come strumenti per interrogare il presente, attraversarne le trasformazioni e aprire nuovi spazi di conoscenza e confronto.
Paese ospite dell’edizione 2026 è stata l’Ucraina, protagonista di un percorso che ha attraversato letteratura, poesia, storia e arti visive e ha portato a Pisa alcune delle voci della sua cultura contemporanea. Venerdì Olena Ponomareva ha affidato alle poesie di guerra le testimonianze provenienti dal Donbass, mentre Andrei Kurkov, tra le voci più significative della narrativa ucraina contemporanea, ha incontrato il pubblico con La nostra guerra quotidiana (Keller), portando al centro del Festival il racconto letterario di un paese segnato dal conflitto. Sabato il percorso è proseguito con Elena Kostioukovitch, scrittrice e traduttrice, che con Kyiv. Una fortezza sopra l’abisso (La Nave di Teseo) ha raccontato la capitale ucraina attraverso memoria, storia e scrittura, e con Yaryna Grusha, che ha presentato L’album blu (Bompiani), offrendo un altro sguardo sulla letteratura e sull’identità contemporanea del Paese.
Ad anticipare il Festival è stata, giovedì 1° ottobre, la mostra Yellow&Blue a Palazzo Blu, un mosaico dell’Ucraina contemporanea raccontato attraverso sedici illustrazioni degli artisti del collettivo Pictoric. Tradizioni, paesaggi, musica, archetipi e avanguardie compongono un percorso visivo tra passato e presente, nato per raccontare attraverso lo sguardo dei suoi giovani artisti la storia e l’identità del Paese. La mostra resterà aperta al pubblico, a ingresso libero, fino al 1° novembre, prolungando così oltre le giornate del Festival il percorso dedicato alla cultura e all’identità ucraina.
Tra i momenti centrali della manifestazione anche la sesta edizione dei Pisa Book Translation Awards, ospitata per la prima volta nell’Aula Magna storica del Palazzo della Sapienza. A vincere è stata Silvia Pozzi, premiata per la traduzione dal cinese di Città fantasma di Kevin Chen, pubblicato da edizioni e/o: un lavoro capace di restituire la complessità della scrittura dell’autore e il suo equilibrio tra concretezza e visionarietà. Il Premio alla carriera è stato assegnato al grecista e comparatista Guido Paduano. Il riconoscimento, nato nel 2021 dalla collaborazione tra Pisa Book Festival e Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa, ha riportato al centro il ruolo spesso invisibile del traduttore come tramite non soltanto tra lingue, ma tra mondi e culture differenti.
Tanti i percorsi che hanno attraversato il programma della XXIV edizione. Giallissimo ha riunito alcune delle voci più amate del noir e del giallo italiano, da Mirko Zilahy e Gabriella Genisi fino a Piergiorgio Pulixi e Giancarlo De Cataldo, che domenica ha chiuso la rassegna con Delitto in cornice. Un caso per il procuratore Manrico Spinori. A Palazzo Reale, il ciclo di incontri La Storia a Palazzo ha invece intrecciato memoria cittadina, Risorgimento e storia europea con incontri e lectio dedicati, tra gli altri, alle donne nella storia di Pisa, alle origini della civiltà ucraina e alla Toscana di Carlo Lorenzini e Pinocchio.
Lo sport, tema trasversale di questa edizione, ha attraversato discipline, epoche e geografie diverse trasformandosi in materia narrativa: dal tennis al rugby, dal calcio al basket.
Tra i protagonisti Francesco Longo con Tennis Paradise, Marco Pastonesi con Strade nere e Rugby underground, Giuseppe Sansonna con Triplete! Mourinho, Moratti e un anno indimenticabile, Gianni Galleri con La finale di Sarajevo e il basket raccontato da Tommaso Paoletti e Valerio Nardoni insieme a Marco Sodini e Gek Galanda.
E ancora, il dialogo tra musica e letteratura con Giorgio Conte, che al Pisa Book Festival ha presentato in anteprima nazionale il suo esordio letterario Biglietto serie L273505 (venduto a Voghera) insieme a Giovanni Succi e all’editore Valerio Nardoni e l’omaggio a Stefano Benni, affidato a Storie da Bar Sport. Racconti per ricordare Stefano Benni, con Giovanni Battista Menzani e Gabriele Dadati, per tornare all’universo letterario dello scrittore e alla sua capacità di raccontare la società italiana attraverso ironia e immaginazione.
Il Festival ha parlato anche ai lettori più giovani, con laboratori e attività dedicate a bambini e famiglie, e ha coinvolto direttamente le scuole della città. Nel centenario del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, gli studenti pisani hanno dato voce alle pagine della scrittrice sarda: il Liceo Dini con un reading di Cenere e il Liceo Classico Galilei con Canne al vento. Un dialogo con le nuove generazioni che ha attraversato anche altri grandi anniversari letterari, a partire dal bicentenario di Carlo Collodi, celebrato con le letture di Tutti leggono Pinocchio.
Grande partecipazione per l’inaugurazione della mostra fotografica In marcia per la libertà. Il difficile cammino che portò le donne italiane al voto, realizzata dalla Regione Toscana in collaborazione con l’Archivio Foto Locchi e ospitata nel bookshop del Museo delle Navi Antiche. A inaugurare l’esposizione Cristina Manetti, assessora alla Cultura della Regione Toscana. Attraverso le immagini, la mostra ripercorre una tappa fondamentale della storia civile italiana, raccontando il lungo cammino delle donne verso la conquista del diritto di voto. L’inaugurazione ha anticipato l’incontro con Dacia Maraini, madrina del Festival, nell’ambito del progetto speciale della Regione Toscana La Toscana delle Donne. La mostra resterà visitabile fino al 13 ottobre nel bookshop del Museo delle Navi Antiche.
«L’edizione 2026 del Pisa Book Festival ha confermato il grande successo che questa manifestazione ormai porta con sé come tratto distintivo – afferma Lucia Della Porta, direttrice del Pisa Book Festival –. Ringraziamo gli autori, le case editrici, i volontari, le istituzioni, il pubblico e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento. Un ringraziamento speciale va al paese ospite, l’Ucraina, che con i suoi autori e la mostra di Palazzo Blu ha portato al festival autentiche testimonianze sulla situazione geopolitica che purtroppo ben conosciamo. Insieme al festival, è andata avanti la tradizione del Pisa Book Translation Awards, che ha permesso di valorizzare e far conoscere il prezioso lavoro dei traduttori. Vi aspettiamo alla prossima edizione dall’1 al 3 ottobre 2027».
Il Pisa Book Festival dà già appuntamento al 2027, quando tornerà per la sua XXV edizione, un traguardo importante per la manifestazione che mette al centro l’editoria indipendente, la pluralità delle voci e l’incontro tra autori, editori e lettori.
Il Pisa Book Festival è realizzato e promosso dall’Associazione ETS Pisa Book Festival, con il patrocinio e sostegno della Regione Toscana, del Comune di Pisa e il fondamentale contributo della Fondazione Pisa. La manifestazione si avvale anche della prestigiosa collaborazione dei Musei Nazionali di Pisa, di Palazzo Blu e dell’Università di Pisa, del patrocinio di ADEI e dell’Ambasciata di Ucraina a Roma, e del contributo di Acque S.p.A., della Camera di Commercio Toscana-Ovest, di CNA e della Banca Popolare di Lajatico.
Last modified: Ottobre 5, 2026



















