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Rifiuti a Vicopisano, Palmieri contesta il sacco codicizzato: “Gli abbandoni sono stati soltanto spostati”

Il consigliere di minoranza solleva dubbi su telecamere, costi e impatto ambientale del porta a porta e chiede un confronto con il modello dei cassonetti

VICOPISANO – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Consigliere comunale, Mario Palmieri (GRUPPO CONSILIARE VICOPISANO DEL CAMBIAMENTO

«Il problema non è stato risolto, è stato soltanto spostato». Mario Palmieri, consigliere comunale del gruppo di minoranza Vicopisano del Cambiamento, torna a criticare il sistema di raccolta dei rifiuti con il sacco codicizzato, contestando la lettura dei risultati proposta dall’amministrazione.

Il riferimento è al Consiglio comunale del 27 luglio, durante il quale sono stati approvati il PEF 2026-2029 e le tariffe TARI. Secondo Palmieri, l’assessore Juri Filippi avrebbe celebrato l’aumento della raccolta differenziata e la diminuzione dell’indifferenziato, liquidando le osservazioni dell’opposizione come polemiche non costruttive. Il consigliere ricorda inoltre che il lieve abbassamento della tariffa approvato in quella sede arriva dopo aumenti che giudica eccessivi negli ultimi cinque anni.

Al centro della contestazione ci sono gli abbandoni di rifiuti, che secondo Palmieri continuano a essere segnalati dai cittadini, soprattutto accanto ai cestini pubblici.

«I grossi sacchi neri non stanno più fuori dalle case. Ora i rifiuti finiscono abbandonati a fianco dei cestini pubblici, un po’ ovunque nel paese. Il sacco semitrasparente con codice non ha cambiato le abitudini, ha solo cambiato il punto di abbandono», sostiene il consigliere.

Palmieri solleva anche interrogativi sulle telecamere installate per contrastare il fenomeno. A suo giudizio, gli impianti non coprirebbero alcuni dei punti maggiormente interessati dagli abbandoni. Chiede inoltre chiarimenti sulle modalità di gestione da parte della società incaricata, sui limiti imposti dalla normativa sulla privacy e sulle funzioni effettivamente utilizzate, dalla lettura delle targhe all’eventuale riconoscimento dei volti.

Un altro fronte riguarda l’impatto ambientale del porta a porta. Il consigliere contesta l’impiego di furgoncini diesel e riferisce che i mezzi scaricherebbero i rifiuti in un autocompattatore nella zona industriale Lugnano-Noce, che resterebbe a lungo acceso.

«Da un lato si esalta la differenziata, dall’altro si utilizzano mezzi altamente inquinanti e un autocompattatore che resta acceso per ore. Qual è, allora, il reale beneficio ambientale di questo modello?», domanda Palmieri.

La minoranza chiede quindi di approfondire costi e benefici di un eventuale ritorno ai cassonetti. Secondo il consigliere, manca uno studio comparativo che consenta di valutare le alternative al sistema attuale.

Infine, Palmieri riconosce l’impegno degli amministratori che intervengono personalmente per rimuovere i rifiuti abbandonati, ma ritiene che queste iniziative non affrontino le cause del fenomeno.

«La differenziata va incentivata, nessuno lo nega», conclude. «Continuare a ripulire non risolve la causa: l’inciviltà di chi lascia i rifiuti dove non dovrebbero stare».

Last modified: Ottobre 5, 2026
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