Written by 12:44 pm Cascina, Politica

Rifiuti, critiche alla Regione: “Manca una strategia unitaria, tariffe in aumento e servizi peggiori”

CASCINA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Cascina Rossa.

«Mentre il presidente Eugenio Giani celebra quotidianamente la “Toscana felix”, apprendiamo che alla Regione manca ancora una strategia unitaria sul ciclo integrato dei rifiuti».

Le divisioni nella maggioranza regionale, con il Movimento 5 Stelle contro il Partito Democratico e il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni in polemica con i suoi stessi alleati, mostrano un quadro confuso. «In questa cacofonia, l’unico silenzio assordante è quello di Giani e del suo partito. Sul tema dei rifiuti, il “campo largo” assomiglia più a un campo minato».

Il nodo principale resta l’aumento considerevole delle tariffe, nonostante le elevate percentuali di raccolta differenziata, accompagnato da un progressivo peggioramento della qualità del servizio.

«Il Piano regionale dei rifiuti è generico e inconcludente. Strutture come Ato, Retiambiente e le società operative provinciali hanno dato vita a un’enorme sovrastruttura che non appare né strategica né efficiente».

Nella provincia di Pisa, definita il «triangolo delle discariche» per la presenza degli impianti di Belvedere, Ecofor e Scapigliato, il dibattito e le decisioni sul ciclo dei rifiuti risulterebbero inoltre condizionati dagli interessi economici dei proprietari dei siti.

«Come per l’acqua, anche la gestione dei rifiuti deve rispondere a una logica pubblica. In caso contrario, la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini rischia di essere subordinata al profitto».

La proposta è quella di superare le attuali sovrastrutture, affidando alla Regione la definizione e l’attuazione di un Piano impiantistico capace di garantire autosufficienza, qualità tecnica e sostenibilità ambientale. La gestione della raccolta e della tariffazione dovrebbe invece essere riportata a un livello di maggiore prossimità, restituendo ai Comuni un ruolo diretto.

«Gli impianti necessari alla chiusura del ciclo devono essere realizzati attraverso investimenti pubblici e sulla base di ricerche e analisi tecnico-scientifiche indipendenti».

Un’attenzione particolare viene infine riservata alle condizioni degli operatori del settore. «La raccolta differenziata non può essere perseguita a discapito della salute dei lavoratori. Il porta a porta è una delle attività più faticose e usuranti e molti addetti soffrono di patologie muscolo-scheletriche che compromettono il raggiungimento in salute dell’età pensionabile».

Da qui il sostegno alla proposta avanzata da USB per il progressivo superamento della raccolta porta a porta e la richiesta di una riorganizzazione complessiva del servizio.

«È indispensabile che Giani, il suo partito, la maggioranza regionale e il management delle società operative locali ristrutturino l’intera rete di raccolta, riducendo il carico manuale del lavoro e restituendo finalmente ordine e razionalità a un servizio essenziale per la comunità».

Last modified: Agosto 27, 2026
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