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Dumarey. Alessandra Nardini: “La decisione dell’azienda è gravissima e irresponsabile”

PISA – “La decisione di Dumarey di respingere la proposta avanzata al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è gravissima e irresponsabile. L’azienda ha rifiutato di sospendere i 35 licenziamenti dei dipendenti in staff leasing fino a settembre, quando sarebbe stato possibile riaprire il confronto con il nuovo amministratore delegato sulla base di un vero piano industriale. Ha scelto invece di interrompere il dialogo e di scaricare ancora una volta sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso della crisi dell’automotive“, afferma l’assessore regionale Alessandra Nardini, presente alla manifestazione contro i licenziamenti in Dumarey

Una scelta ancora più inaccettabile perché Dumarey, in questi anni, ha beneficiato di risorse pubbliche e della piena disponibilità delle istituzioni. La Regione ha fatto la propria parte, lo ha fatto mantenendo aperto il tavolo di confronto, e lo aveva fatto in precedenza, in questi anni, supportando percorsi di formazione per dipendenti proprio per supportare, anche di fronte alle grandi transizioni in corso, una realtà industirale così importante per il nostro territorio. Inoltre, in questi giorni, anche il Ministero ha prospettato un sostegno concreto per accompagnare l’impresa fuori da questa fase di difficoltà.  Torniamo quindi a chiedere a Dumarey di tornare immediatamente sui propri passi, ritirare i licenziamenti e presentare un piano industriale credibile, capace di tutelare l’occupazione e di offrire un futuro agli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado.  Per noi è inaccettabile la scelta della disdetta dei contratti in staff leasing e a questa si aggiunge la preoccupazione che questo sia solo il primo passo, che questi siano solo i primi licenziamenti. Non permetteremo che il futuro di lavoratrici, lavoratori e famiglie venga cancellato da una decisione unilaterale. Continueremo a stare al loro fianco e a quello delle organizzazioni sindacali nelle mobilitazioni delle prossime settimane. L’azienda riapra il confronto: c’è ancora tempo per fermare questa scelta sbagliata e irrispettoso e assumersi fino in fondo le proprie responsabilità verso le proprie dipendenti, i propri dipendenti ed il nostro territorio“.

Last modified: Agosto 1, 2026
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