VOLTERRA – Il programma, finanziato da Horizon Europe, punta allo sviluppo di tecnologie per l’utilizzo di fluidi geotermici oltre i 400°C. Enel tra i 17 partner europei coinvolti.
Dalla Toscana all’Islanda, passando dal cuore della Terra. Enel rafforza il proprio ruolo internazionale nello sviluppo della geotermia avanzata e porta competenze e tecnologie sulle nuove frontiere della cosiddetta “Geotermia superhot”, basata sull’utilizzo di fluidi geotermici ad altissima temperatura.
Dopo la partecipazione, nell’ottobre 2025, al Superhot Geothermal Summit di Reykjavik, nell’ambito dell’Assemblea del Circolo Polare Artico 2025, dove sono stati condivisi i risultati del progetto europeo Descramble, Enel ha ospitato tra il 19 e il 20 maggio a Larderello, capitale mondiale della geotermia, il kick-off meeting tecnico del progetto SHiFT – SuperHot geothermal Integrated demonstration and Flow Testing. L’iniziativa ha previsto anche una site visit nell’area geotermica tradizionale toscana.

Il progetto SHiFT è guidato da Reykjavík Energy ed è finanziato dal programma Horizon Europe con 10 milioni di euro, su un investimento complessivo di 28 milioni. Il partenariato coinvolge 17 soggetti europei, tra cui Enel, con l’obiettivo di sviluppare tecnologie per l’utilizzo di fluidi geotermici oltre i 400°C, attraverso pozzi più profondi e performanti, ampliando in modo significativo il potenziale della geotermia.

Il percorso di innovazione era già stato avviato con Descramble, progetto europeo guidato da Enel, che ha rappresentato una tappa fondamentale nello sviluppo delle tecnologie per le Superhot Rocks. Il progetto ha raggiunto temperature fino a 515°C, tra le più alte registrate a livello mondiale in sistemi idrotermali, aprendo nuovi scenari di ricerca e sviluppo per materiali, tecniche di perforazione e attività in condizioni estreme.
I lavori del kick-off meeting di SHiFT sono stati aperti da Marco Consumi, responsabile Innovation hydro, thermal e geothermal generation di Enel, con i saluti di Luca Rossini, responsabile O&M Geotermia, e di Ann-Christin Gerlach, responsabile innovation Enel Green Power. L’incontro ha segnato un nuovo passo verso lo sviluppo della geotermia ad altissime temperature.
SHiFT integrerà tecnologie avanzate di perforazione, completamento e misurazione della temperatura in pozzo, insieme a prove di produzione e conversione energetica in superficie. L’obiettivo è portare l’utilizzo dei sistemi Super Hot a un livello tecnologico prossimo alla fase commerciale, attraverso una dimostrazione unica nel suo genere in Islanda.
La perforazione del primo pozzo del programma, IDDP-3, prossima fase dell’Iceland Deep Drilling Project, è prevista per la fine del 2026 a Nesjavellir e sarà realizzata dalla Iceland Drilling Company. Il progetto ha recentemente ottenuto anche il più consistente finanziamento assegnato dal Fondo islandese per il clima e l’energia, pari a circa 2 milioni di euro. Un secondo pozzo di ricerca sarà perforato alla fine del 2027, con l’obiettivo di studiare la reiniezione profonda nei sistemi geotermici.
Il contributo di Enel si fonda sulla consolidata esperienza industriale maturata in Toscana, dove è attivo il più antico e innovativo complesso geotermico al mondo. Tra le province di Pisa, Siena e Grosseto operano 34 centrali geotermiche che producono ogni anno quasi 6 miliardi di kWh, pari al 33% del fabbisogno elettrico regionale. La geotermia toscana consente inoltre di riscaldare circa 13mila utenze e 26 ettari di serre attraverso i teleriscaldamenti geotermici, alimentando anche una filiera turistica che registra oltre 60mila visite annue.
In Italia la geotermia rappresenta una peculiarità della Toscana. Proprio qui la storia ebbe inizio con gli usi chimici avviati nel 1818 da Francesco Larderel, poi Conte de Larderel, e proseguì con la produzione di energia elettrica, resa possibile nel luglio 1904 dall’accensione delle prime cinque lampadine grazie all’intuizione del Principe Ginori Conti. Nel 1913 entrò poi in esercizio la prima centrale geotermica a Larderello.
La partecipazione di Enel al summit islandese e l’impegno nel progetto SHiFT confermano il valore della collaborazione europea tra industria, ricerca e istituzioni per accelerare lo sviluppo della geotermia supercalda, tecnologia considerata strategica per la transizione energetica.
Tra i partner di SHiFT figurano Reykjavík Energy, ON Power, COWI, Verkís, KMT, Università di Reykjavík, ÍSOR, GEROSION, Fraunhofer, GFZ Helmholtz Centre for Geosciences, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Università Ludwig Maximilian di Monaco, Geolorn Ltd, Enel Green Power, Technovative Solutions Ltd, Imerys Aluminates e Università di Glasgow.
Last modified: Maggio 20, 2026



















