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Dipendenze e gioco d’azzardo. La città delle Persone porta il tema in Consiglio: “Servono prevenzione e una strategia stabile”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dei consiglieri comunali de La città delle persone Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica sulle iniziative del Comune di Pisa volte a prevenire le dipendenze da sostanze stupefacenti e da gioco d’azzardo, anche alla luce dell’operazione anti-droga nell’area della stazione e alla diffusione di dati allarmanti sull’azzardopatia.

Le dipendenze da sostanze stupefacenti e il fenomeno del gioco d’azzardo arrivano al centro del dibattito in Consiglio comunale. I consiglieri de La città delle Persone Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica hanno presentato un question time per la seduta di giovedì chiedendo chiarimenti sulle iniziative del Comune di Pisa in materia di prevenzione e contrasto.

La richiesta arriva alla luce dei recenti episodi legati allo spaccio in città e dei dati diffusi sul fenomeno del gioco e delle scommesse, considerati particolarmente preoccupanti soprattutto per l’impatto su giovani e persone fragili.

«L’operazione antidroga nell’area della stazione e l’allarme sui livelli di gioco e scommesse impongono che anche il Comune faccia la propria parte – dichiarano i consiglieri –. Se vogliamo ridurre spaccio e azzardo dobbiamo lavorare sulla prevenzione e sulla riduzione della domanda, che alimenta fenomeni criminali e interessi economici legati alle dipendenze».

Nel documento viene ricordato il lavoro svolto in Consiglio sul contrasto al gioco d’azzardo, con proposte relative a regolamenti, distanze dai luoghi sensibili e pianificazione urbana.

Al centro delle richieste anche il futuro dei servizi con la cessazione, dal 1° luglio 2026, del Consorzio Società della Salute e il ritorno delle competenze socio-assistenziali al Comune.

La città delle Persone chiede un piano strutturato che includa prevenzione nelle scuole e nei luoghi di aggregazione, presìdi di ascolto, sostegno alle famiglie, campagne informative, collaborazione con servizi sanitari e terzo settore, oltre a un monitoraggio costante dei dati.

«Serve una strategia cittadina complessiva – concludono Martinelli, Lacroce e Modica –. Senza politiche di prevenzione e interventi lungimiranti, anche le azioni sul fronte sicurezza rischiano di restare incomplete».

FOTO DI ARCHIVIO.

Last modified: Maggio 19, 2026
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