Written by 11:56 am Pontedera, Attualità, Eventi/Spettacolo

“Beni in Comune”, a Pontedera parte il progetto per la cura condivisa degli spazi pubblici

PONTEDERA – Pulizia, imbiancatura, manutenzione ordinaria, giardinaggio, attività culturali, sociali e ambientali. Ma anche la valorizzazione di luoghi e beni di interesse storico e collettivo. È questo il cuore di “Beni in Comune”, il nuovo percorso promosso dal Comune di Pontedera per coinvolgere direttamente cittadini, associazioni ed enti nella cura e nella gestione condivisa degli spazi pubblici.

Il progetto punta a costruire forme di collaborazione stabile tra amministrazione e comunità locale attraverso i cosiddetti “patti di collaborazione”, strumenti già adottati da numerosi comuni italiani e toscani. In Toscana, infatti, sono già oltre mille i patti attivati nei quasi cinquanta comuni che hanno aderito al regolamento sui beni comuni.

Tutte le informazioni e le modalità di partecipazione sono disponibili nella sezione dedicata del sito del Comune di Pontedera.

Si tratta di un progetto sottoscritto da una città di persone – spiega la vicesindaca Carla Cocilova – che serve a garantire e migliorare la fruizione individuale e collettiva degli spazi condividendo con l’amministrazione responsabilità e cura”.

Nei giorni scorsi il progetto è stato presentato pubblicamente al Centrum Sete Sois nel corso di un incontro che ha visto la partecipazione di cittadini, rappresentanti delle consulte di quartiere e frazione, insegnanti e studenti.

Al confronto hanno preso parte anche Francesca Barucci della Regione Toscana, Pasquale Bonasora, presidente di Labsus – il laboratorio per la sussidiarietà che promuove le politiche di amministrazione condivisa – Rossana Caselli, presidente di Labsus Toscana, e Massimo Mannoni, già responsabile dell’ufficio partecipazione e beni comuni del Comune di Livorno.

Attraverso il progetto sarà possibile proporre sia patti ordinari che patti complessi. Comune e cittadini definiranno insieme obiettivi, modalità operative, finalità e risultati attesi degli interventi.

È un percorso aperto davvero a tutti – aggiunge Cocilova – e, come emerso anche dal confronto con Labsus, esistono ampi spazi di crescita, partecipazione e coinvolgimento della comunità”.

Al progetto possono aderire cittadini singoli, gruppi informali, associazioni ed enti privati interessati a contribuire alla cura, alla rigenerazione e alla valorizzazione dei beni comuni della città.

Last modified: Maggio 12, 2026
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