Nella visita del presidente Giani e dell’assessora Monni inaugurato anche il sistema robotico per la supermicrochirurgia Symani, unico in Toscana
PISA – Con una variazione di bilancio la Regione Toscana stanzierà altri 20 milioni per il completamento delle opere dell’Ospedale Nuovo Santa Chiara in Cisanello. Lo ha annunciato oggi il presidente Eugenio Giani insieme all’assessora alla sanità Monia Monni durante la visita al cantiere, dove si è raggiunto circa il 70% di avanzamento dei lavori nel complesso.

Rispetto agli ultimi sopralluoghi, oltre alla centrale tecnologica è stata ultimata la nuova mensa aziendale e, della cosiddetta Main street, sono state completate le strutture portanti. Del nuovo ingresso dell’ospedale – che ormai è ampiamente visibile anche dall’esterno del cantiere – ultimate anche le coperture, che proseguono anche negli altri edifici. Sono vicine al completamento le lavorazioni dell’Edificio 50, che ospiterà gli uffici amministrativi e l’area tecnica e a buon punto anche i lavori della palazzina Unipi 1, destinata alle attività didattiche di ateneo. Il tutto sempre nell’orizzonte della fine del 2027 come termine dei lavori.

“Questo ospedale, insieme a Careggi, diventerà il più importante dell’Italia centrale ed è il cantiere ospedaliero in Italia sicuramente più significativo” commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani. “La Regione – aggiunge – ci sta investendo tanto, ieri la giunta ha proposto un ulteriore finanziamento di venti milioni, e c’è molto orgoglio: è un vanto per la sanità pubblica in cui crediamo, una sanità universalistica che investe sui grandi ospedali, sulla qualità e l’innovazione, sull’alta tecnologia e sulle cure di prossimità”.

Dopo il sopralluogo al cantiere, la visita è proseguita all’Edificio 30 a Cisanello dove è stata inaugurata la piattaforma robotica per la supermicrochirurgia Symani, indicata per le anastomosi negli interventi di chirurgia plastica, neurochirurgia periferica, chirurgia della mano, oftamologia, chirurgia maxillo-facciale e otorinolaringoiatria, solo per citarne alcune.

Al momento è l’unica piattaforma in Toscana e in dotazione solo in altri 4 centri in Italia. Un ulteriore tassello nel segno dell’alta tecnologia e dell’innovazione al servizio della collettività, dal momento che l’Aoup è stata pioniera dello sviluppo di nuove tecniche mininvasive e della chirurgia robotica già nel lontano 2001, con l’acquisizione del primo sistema robotico Da Vinci. Oggi i robot Da Vinci in dotazione nel Centro multidisciplinare di chirurgia robotica sono diventati 4, con una casistica di oltre 1800 interventi l’anno declinati in quasi tutte le specialità chirurgiche, urologia, ginecologia, chirurgia generale (con trapianto di rene da vivente), chirurgia toracica, testa-collo e cardiochirurgia. L’arrivo della nuovissima piattaforma Symani in un blocco operatorio contiguo dell’edificio 30, che porta a 5 la dotazione complessiva di sistemi robotici, risponde all’esigenza di un centro di chirurgia robotica multidisciplinare “diffuso” ispirato ai criteri di innovazione e sostenibilità che hanno consentito finora di raggiungere risultati di tutto rilievo (l’Aoup ai primi posti in Italia, nel Piano nazionale esiti di Agenas, per il trattamento robotico dei tumori del colon retto, del polmone e della prostata).

Ma la giornata pisana del presidente e dell’assessora era cominciata al presidio storico del Santa Chiara: “Ci piaceva lanciare prima uno sguardo al vecchio Santa Chiara e alle sue molteplici eccellenze –- ha detto Giani – prima di tornare sul cantiere dove sta nascendo il nuovo ospedale che da 800 anni opera su Pisa e che diventerà fra i più importanti del Centro Italia”. Un ospedale, come ha sottolineato la direttrice generale Katia Belvedere, che si caratterizza da sempre per l’alta complessità dei casi trattati (indice Drg dell’1.35% nei ricoveri chirurgici) e un’attrattività del 16% di pazienti provenienti da tutta Italia.
E in questa attrattività rientrano a pieno titolo anche il Dipartimento materno-infantile con tutte le specialistiche che ne fanno parte: l’Aoup è infatti fra i centri di riferimento in Italia per la cura dei tumori ovarico e dell’endometrio, con una Neonatologia di terzo livello, una Unit di Medicina materno-fetale per le gravidanze ad alto rischio avanzato di riferimento per l’area vasta nord-ovest, un percorso nascita che ha ottenuto anche la certificazione Unicef e il Centro di formazione e simulazione Nina per l’addestramento del personale in caso di parto in gravidanza ad alto rischio e nella gestione del neonato critico.

Proprio il Centro Nina è stato la prima tappa della loro visita in Santa Chiara. Accompagnati dalla Direzione aziendale e da tutto lo staff dei Dipartimenti materno-infantile e dell’assistenza infermieristica e ostetrica, il presidente Giani e l’assessora Monni hanno potuto visionare come il centro – ormai di riferimento a livello nazionale per l’elevata esperienza maturata negli anni nella formazione in simulazione della gestione del rischio clinico in ambito materno-infantile e un ruolo importante anche nella cooperazione sanitaria internazionale, con un progetto già completato in Tanzania – sia dotato di manichini interattivi, attrezzature e tecnologie ad alta fedeltà che ricreano esattamente le condizioni di una sala parto e di una terapia intensiva neonatale (con sala regia, telecamere digitali su cui registrare le simulazioni dei vari casi clinici, aula per il debriefing e per i corsi riservati). Il tutto utilizzando gli strumenti della simulazione e della realtà aumentata, in un’ottica di costante sperimentazione e avvio di progetti innovativi in partnership con altre istituzioni.
Sempre al Santa Chiara, seconda tappa della visita all’Edificio 18 che ospita la Radiodiagnostica 1, dove i professionisti del Dipartimento di Medicina radiologica, nucleare e di laboratorio hanno illustrato il ruolo della radiologia forense pisana nel sistema sanitario regionale, riconosciuta fra i quattro centri italiani di livello internazionale per l’expertise maturato a supporto dell’attività legale. In particolare, è stata descritta l’applicazione di questa disciplina in ambito forense con le tecniche più avanzate di diagnostica per immagini (raggi X, TC, RM) a supporto dell’attività giudiziaria in casi di cronaca anche di rilevanza nazionale e per gli incidenti sul lavoro
Last modified: Maggio 12, 2026



















