Written by 5:42 pm Pisa SC

Tra speranze e rimpianti: il Pisa si gioca tutto nelle prossime due partite


PISA – Le partite che interessavano più da vicino il Pisa si sono chiuse con il pareggio tra Fiorentina e Torino (2-2) che aveva momentaneamente lasciato aperto uno spiraglio, mentre la sconfitta dell’Udinese a Lecce per 2-1 è stata una vera e propria doccia fredda.

di Sandro Cacciamano

Ancora una volta, però, emerge una verità ormai evidente: non si può continuare a sperare nei risultati degli altri. Serviva fare punti con le proprie forze. Lo scontro diretto del venerdì sera contro gli scaligeri rappresentava un’occasione cruciale: vincere avrebbe significato restare agganciati al treno salvezza con un minimo di serenità. La mancata vittoria, invece, complica ulteriormente una situazione che era già estremamente delicata.

Analizzando quanto visto al Bentegodi contro il Verona, il primo tempo ha mostrato un Pisa in difficoltà: palloni lunghi a scavalcare il centrocampo, seconde palle perse sistematicamente e totale perdita del controllo della zona nevralgica del campo. Una manovra prevedibile, che ha favorito gli avversari.

Il cambio in panchina, da Gilardino a Hiljemark, ha portato con sé una vera e propria rivoluzione: spazio ai nuovi acquisti di gennaio: Stojilkovic, Durosinmi, Loyola e Bozhinov con la sola eccezione di Iling Junior. Una scelta coraggiosa, ma probabilmente affrettata. I nuovi innesti sono apparsi poco amalgamati, con intese ancora da costruire e automatismi assenti. Inserire così tanti volti nuovi in una partita da vincere a ogni costo si è rivelato un rischio elevato. Anche Hiljemark inevitabilmente, deve ancora adattarsi alle dinamiche del campionato.


Nella ripresa, però, i cambi hanno prodotto segnali diversi: migliore lettura delle seconde palle, maggiore sincronismo e un atteggiamento più ordinato. La risposta del campo è stata differente, anche se non sufficiente a cambiare il destino della gara.
Ora lo sguardo è rivolto alla prossima sfida di venerdì sera contro un Milan secondo in classifica. Le alternative non esistono: testa bassa, piedi per terra e lavoro intenso in settimana, nella speranza che Hiljemark riesca a trovare soluzioni immediate.

Il tempo, però, è finito. I risultati di oggi impongono un verdetto chiaro: servono vittorie, senza se e senza ma. Sei punti nelle prossime due partite sono obbligatori. In caso contrario, la rassegnazione rischia di diventare inevitabile. Anche se, naturalmente, la speranza è quella di doversi smentire.

Last modified: Febbraio 9, 2026
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