PISA- Il 100% delle dottoresse e dei dottori di ricerca della Scuola Superiore Sant’Anna risulta occupato a un anno dal conseguimento del titolo. A tre anni, il tasso di occupazione si mantiene al 96,4%. Ai risultati professionali si affiancano quelli della Valutazione della Qualità della Ricerca 2020-2024 dell’Anvur, che colloca la produzione scientifica delle figure in formazione della Scuola sopra la media nazionale in tutte le sette aree esaminate.
I dati emergono dal nuovo rapporto AlmaLaurea sui percorsi di dottorato, realizzato su 9.405 dottori di ricerca provenienti da 50 atenei italiani, e dalla Vqr 2020-2024. In particolare, la Scuola Sant’Anna si posiziona al primo posto in Italia nell’area delle scienze economiche e statistiche per la qualità della ricerca prodotta da dottorandi, assegnisti e borsisti non ancora inquadrati come ricercatori strutturati.
A un anno dal titolo, il tasso di occupazione dei dottori di ricerca della Scuola raggiunge dunque il 100%, contro una media nazionale del 94,1%. Superiore alla media italiana anche la retribuzione netta mensile, pari a 2.178 euro rispetto ai 1.984 euro rilevati a livello nazionale.
Elevata anche la percezione dell’utilità del percorso seguito: il 94,6% dei dottori di ricerca della Sant’Anna considera il titolo molto efficace o efficace per l’attività lavorativa svolta, a fronte di una media nazionale del 76%.
Sul fronte della ricerca, i 76 prodotti presentati dalla Scuola Superiore Sant’Anna nell’ambito della Vqr si collocano sopra la media nazionale in tutte le sette aree valutate.
Il risultato migliore arriva dalle scienze economiche e statistiche, dove la Scuola è prima in Italia su 39 istituzioni, con un indice R3 pari a 1,35, cioè il 35% sopra la media nazionale dell’area. Seguono l’ingegneria industriale e dell’informazione, con il terzo posto su 50 istituzioni, le scienze giuridiche e le scienze biologiche, entrambe al quarto posto rispettivamente su 49 e 52 istituzioni, e le scienze aziendali, quarte su 40.
«I nostri corsi di dottorato formano profili altamente qualificati e competitivi sul mercato del lavoro, in ambito accademico e non solo – commenta il rettore Nicola Vitiello –. Il fatto che le nostre dottoresse e i nostri dottori di ricerca trovino collocazione nella totalità dei casi e riconoscano al titolo un valore concreto dimostra che la formazione dottorale non è un percorso chiuso nell’accademia, ma una preparazione richiesta da imprese, istituzioni e centri di ricerca».
«I risultati della Vqr – conclude Vitiello – confermano inoltre che questa preparazione nasce da una ricerca di alto livello, alla quale le figure in formazione contribuiscono in prima persona fin dall’inizio del loro percorso alla Scuola».
Last modified: Luglio 24, 2026



















