PISA – “Il voto di oggi parla chiaro: le cittadine e i cittadini italiani hanno scelto di erigersi a difesa della nostra architettura democratica. La vittoria del NO non è solo un dato numerico, ma un segnale politico inequivocabile contro il tentativo della destra di scardinare l’equilibrio tra i poteri dello Stato“, lo afferma la senatrice del Partito Democratico Ylenia Zambito, a commento dei risultati del referendum costituzionale sulla separazione delle carriere.
“Avevamo avvertito che questa riforma – prosegue-, nata sotto il segno dell’ideologia e non del pragmatismo, avrebbe rotto quell’argine che garantisce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Gli italiani hanno capito che mettere il pubblico ministero sotto l’influenza, anche solo indiretta, del potere esecutivo, non avrebbe accorciato i processi di un solo giorno, ma avrebbe reso i cittadini più deboli davanti alla legge e, soprattutto, hanno dato una risposta decisa contro la volontà di stravolgere e aggredire la costituzione repubblicana nata dalla Resistenza. Sono molto soddisfatta, perché c’era preoccupazione ma anche determinazione da parte di cittadine e cittadine. Così ho potuto constatare nei tanti incontri pubblici sul territorio nei quali ho avuto il piacere di intervenire“.
Poi il messaggio a Meloni e Nordio che devono prendere atto del fallimento della riforma. “Hanno proceduto con un metodo arrogante – ha detto la parlamentare dem -, blindando i testi in Parlamento e ignorando le critiche dei costituzionalisti e delle opposizioni. Il risultato è una sconfitta che segna la fine della narrazione di un’egemonia culturale e politica che non esiste nel Paese reale. Sono più di 30 anni che centrodestra e destra portano avanti scientemente un attacco contro la giustizia e la magistratura, tanto è durata questa campagna elettorale: in considerazione di questo è un risultato ancora più netto. Adesso si apre una nuova fase politica, dobbiamo lavorare per costruire un’alternativa al Governo“.
“Come Partito Democratico, continueremo a batterci per una riforma della giustizia che serva davvero alle persone: più risorse per i tribunali, digitalizzazione reale e tempi certi. Ma non permetteremo mai che la velocità del processo sia barattata con la perdita di imparzialità del giudice. Oggi ha vinto la Costituzione, oggi ha vinto l’Italia che guarda avanti senza dimenticare i propri principi fondamentali. Ma non dobbiamo abbassare la guardia: difendere ed onorare la nostra carta costituzionale, le nostre libertà democratiche, deve essere un impegno permanente. Non si finisce mai di costruire il comune sentire che ruota intorno alla nostra Repubblica, applicando e non distruggendo i principi fondamentali, i diritti e i doveri costituzionali. Avanti su questa strada“.
Last modified: Marzo 23, 2026
















