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Rapporto Economia 2026. Pisa cresce meno di Lucca e Massa-Carrara ma tiene su lavoro, imprese ed export

PISAPisa cresce, ma meno delle altre province della Toscana Nord-Ovest. È uno dei dati principali emersi dal Rapporto Economia 2026 della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, realizzato con l’Istituto di Studi e Ricerche e presentato a Lucca, al Polo Tecnologico Lucchese.

Nel 2025 il Pil della provincia di Pisa è aumentato dello 0,2%, un dato inferiore sia alla media toscana (+0,6%) e nazionale (+0,5%), sia alle performance delle altre province dell’area: Massa-Carrara registra la crescita più sostenuta (+0,7%), mentre Lucca si ferma al +0,3%. Pisa resta comunque il territorio economicamente più rilevante dell’area, con un Pil pari al 45% del totale della Toscana Nord-Ovest.

La tenuta dell’economia pisana è legata soprattutto ai servizi, che rappresentano oltre il 70% del valore aggiunto provinciale, e all’industria, tornata in positivo con un +0,9%. Restano invece in difficoltà le costruzioni (-2,4%) e l’agricoltura (-3,8%).

Positivo il dato dell’export, cresciuto del 2% e arrivato a 3,4 miliardi di euro, sostenuto in particolare da farmaceutica e abbigliamento. Pesano però le difficoltà dei comparti tradizionali: cicli e motocicli calano dell’11,2%, pur restando il primo settore esportatore con 631 milioni di euro, mentre arretrano anche cuoio (-5,8%) e calzature (-5,9%). Il confronto con gli altri territori mostra un quadro differenziato: Lucca perde il 2,6% sull’export, fermandosi a 5,4 miliardi, mentre Massa-Carrara supera per la prima volta i 3 miliardi con un balzo del 50,4%, legato anche a dinamiche specifiche di fatturazione e consegna nei settori meccanica e nautica.

Sul fronte del credito Pisa mostra segnali di prudenza. Gli impieghi vivi sono sostanzialmente stabili a 9,4 miliardi di euro (+0,3%), ma i finanziamenti alle imprese calano del 2,5%, con flessioni nei servizi (-5,5%) e nell’artigianato (-8,8%). Il tasso di deterioramento del credito sale all’1,85%, sopra la media regionale e nazionale, mentre gli sportelli bancari scendono a 184, dieci in meno rispetto all’anno precedente.

Il dato più positivo per Pisa arriva dal lavoro. Gli occupati raggiungono quota 191 mila, con un aumento del 2,7%, mentre il tasso di disoccupazione scende al 4,3%, contro il 6,5% di Lucca e l’8% di Massa-Carrara. Resta però forte il problema del mismatch: il 52% delle assunzioni risulta di difficile reperimento, dato superiore a Lucca (46%) e in linea con Massa-Carrara (51%). Cresce inoltre la Cassa Integrazione, che supera i 6 milioni di ore (+30,4%), segnalando criticità concentrate soprattutto nei comparti del cuoio e dei motocicli.

Tiene anche il tessuto imprenditoriale: le imprese registrate in provincia di Pisa salgono a 41.002, con un incremento dello 0,6%, migliore rispetto a Lucca (+0,3%) e Massa-Carrara (+0,1%). La crescita è trainata dalle società di capitale, mentre diminuiscono le imprese under 35 (-1,7%).

Nel commercio, come nel resto dell’area, le vendite crescono in valore (+0,7%) ma calano in termini reali (-0,9%), con maggiori difficoltà per le piccole superfici. Il turismo resta sostanzialmente stabile: 1,3 milioni di arrivi ufficiali e 3,5 milioni di presenze, in lieve calo dell’1%. A sostenere il comparto è la componente straniera (+0,8%), mentre quella nazionale arretra del 3,7%. Spicca invece il risultato dell’aeroporto Galilei, che nel 2025 ha sfiorato i 6 milioni di passeggeri, con una crescita del 7,8% e il miglior dato di sempre.

Il Rapporto evidenzia quindi un quadro pisano a doppia velocità: crescita debole del Pil, difficoltà per alcuni settori tradizionali e criticità sul credito, ma anche segnali positivi su occupazione, imprese, export e traffico aeroportuale.

Il Rapporto che presentiamo oggi – ha dichiarato Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest – non è soltanto una fotografia economica del territorio, ma uno strumento utile per comprendere le trasformazioni in atto e orientare le scelte future. Oggi più che mai il tema del credito assume una valenza strategica perché senza adeguate risorse finanziarie diventa difficile investire, innovare e rafforzare la competitività delle imprese”.

Alla presentazione è seguita una tavola rotonda dedicata al credito come leva per sostenere investimenti, innovazione e competitività delle imprese. Al centro del confronto, le difficoltà di accesso ai finanziamenti per micro, piccole e medie imprese, il rapporto tra sistema bancario e aziende, il ruolo delle garanzie e le opportunità offerte da finanza innovativa, digitalizzazione e strumenti per la transizione energetica e digitale.

FOTO DI ARCHIVIO.

Last modified: Maggio 29, 2026
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