Written by 4:47 pm Pisa, Politica

Mazzeo (PD): “Minacce e odio sui social, appello alla destra: fermare la deriva”

PISA – “Sono abbastanza abituato alle minacce e agli insulti che arrivano sui social. Per chi fa politica, purtroppo, è qualcosa che va messo in conto“, ad affermarlo il vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo (PD), che denuncia le minacce e i commenti d’odio ricevuti personalmente sui social e lancia un appello contro la normalizzazione della violenza politica

Inizio però a essere davvero preoccupato per il linguaggio d’odio e per il livello della violenza politica — finora solo a parole — che sta crescendo nel dibattito pubblico: una visione che normalizza l’odio, legittima la repressione e trasforma l’avversario politico in un nemico da eliminare. Qualche giorno fa il coordinatore di Fratelli d’Italia di Empoli parlava di “sterminare i comunisti”.

Oggi ho ricevuto questi due commenti su Facebook che auspicano il mio arresto da parte di Trump e richiamano Guantánamo, uno dei simboli più evidenti della sospensione dei diritti, dell’arbitrio e della violenza di Stato. Non sono provocazioni qualsiasi. Sono parole che evocano la negazione delle libertà fondamentali, che banalizzano la repressione e che trovano oggi una pericolosa legittimazione nel linguaggio politico di Trump e del movimento MAGA, che sdoganano l’idea che il dissenso vada punito, anche con la forza. Non sono episodi isolati, né semplici “eccessi verbali. Sono il prodotto di una narrazione politica che avvelena il confronto pubblico e rende accettabile ciò che fino a poco tempo fa sarebbe stato unanimemente considerato inaccettabile. La politica ha una responsabilità enorme: le parole contano. Per questo rivolgo un appello a tutte le forze politiche, ma in special modo alla destra: prendiamo le distanze, senza ambiguità, da questo linguaggio e da questi modelli culturali. Difendere il confronto democratico, anche duro, è un dovere comune. Strizzare l’occhio all’odio, alla repressione e alla violenza, anche solo verbale, è una responsabilità che non possiamo permetterci. La storia ci insegna che certe parole non sono mai innocue. È da lì che iniziano le derive che poi tutti dicono di non aver voluto. Oggi siamo ancora in tempo per fermarci. Domani potrebbe essere più difficile“.

Last modified: Gennaio 9, 2026
Close