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Guerra in Medio Oriente e caldo record. Pieragnoli: “Allarme caro energia per le imprese del terziario”

PISA – “Le tensioni internazionali e il caldo record stanno facendo impennare i costi di energia e carburanti, un mix incandescente che rischia di portare pesanti ricadute sulle imprese del terziario“. Non nasconde la sua preoccupazione il direttore generale di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli per l’impatto dei rincari energetici sulle imprese.

Siamo nel mezzo di un’estate contraddistinta dagli aumenti. Questa settimana il prezzo dell’energia elettrica è salito dell’8,2% rispetto a sette giorni fa e addirittura il 37% in più rispetto alla media dei primi sei mesi del 2026. Se questi livelli di prezzo dovessero consolidarsi, la spesa energetica per le imprese del terziario aumenterebbe nei prossimi mesi di circa il 22% rispetto al primo semestre dell’anno, con un aggravio complessivamente superiore ai 150 milioni di euro al mese”.

Una tempesta scatenata “dalle continue tensioni sui mercati internazionali e dall’aumento dei consumi dovuto alle elevate temperature, che colpiscono in particolare le attività commerciali, del turismo e dei servizi per climatizzazione e refrigerazione e in generale le imprese energivore”.

A queste criticità si aggiungono i rincari dei carburanti “che gravano direttamente sull’autotrasporto e di riflesso sull’intera filiera della distribuzione.

In questo contesto e con la crisi che si sta estendendo anche al Mar Rosso, va garantito l’approvvigionamento dei prodotti energetici e va evitato l’aumento dei prezzi che, come nel caso del gasolio, già registrano rialzi che nei prossimi giorni rischiano di tornare ai picchi di marzo”.

A confermare i timori ci sono le ultime stime della Cgia di Mestre che per il 2026 prevede “rincari che nel nostro Paese sfioreranno i 30 miliardi di euro per i costi aggiuntivi di energia, gas e carburanti. L’impatto del conflitto nel Golfo Persico non risparmierà la Toscana, dove la spesa complessiva per imprese e famiglie stimata per il 2026 supera i 14 miliardi di euro, per un rincaro pari a 1,9 miliardi su energia elettrica, gas e carburanti, (+ 16% rispetto all’anno precedente). Nel dettaglio a livello regionale la spesa aumenta di 898 milioni per i carburanti (+ 20%), di 646 milioni per l’energia elettrica (+ 13%) e 391 milioni per il gas (+ 14,7%)”.

Servono sicuramente misure urgenti da parte del Governo per scongiurare nuovi fenomeni speculativi sui mercati dei prodotti energetici ed evitare che le imprese del settore debbano affrontare ulteriori aumenti dei costi” la richiesta del direttore generale di Confcommercio Pisa, che evidenzia “l’elevato divario tra il prezzo dell’energia elettrica e quello del gas che rende urgente un intervento finalizzato a contenere i costi per le imprese, a partire dal disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas”.

Last modified: Luglio 27, 2026
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