PISA – Dagli scarti del legno potrebbe arrivare una svolta per l’elettronica del futuro. Un gruppo di ricerca dell’Università di Pisa ha dimostrato che la lignina, principale componente del legno e sottoprodotto dell’industria della carta, può essere utilizzata per immagazzinare e rilasciare energia su scala microscopica.
Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Materials Chemistry A, è il risultato di una collaborazione con CNR (Bari e Salerno), Università di Salerno e Università di Vigo.
La lignina, spesso poco valorizzata perché complessa da trattare, è invece ricca di proprietà chimiche utili. I ricercatori l’hanno impiegata come materiale attivo in microcircuiti, ottenendo risultati promettenti nello sviluppo di microsupercondensatori: dispositivi capaci di caricarsi rapidamente e fornire energia quasi istantaneamente.
Queste tecnologie potrebbero trovare applicazione in sensori ambientali, dispositivi biomedicali e tecnologie indossabili, ambiti in cui servono sistemi energetici miniaturizzati ed efficienti.
«Il nostro contributo si è concentrato sullo studio chimico delle diverse lignine – spiega Alessandra Operamolla, docente del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale – per capire come la loro struttura influenzi le prestazioni nei micro-dispositivi».
La ricerca ha confrontato diverse tipologie di lignina, individuando le più adatte alle applicazioni elettroniche. «La prospettiva è concreta – conclude Operamolla –: uno scarto abbondante e rinnovabile potrebbe diventare una risorsa chiave per un’elettronica più sostenibile».
Una scoperta che apre la strada a tecnologie più verdi, dimostrando come anche dai materiali di scarto possa nascere innovazione.
Last modified: Marzo 17, 2026
















