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Confcommercio Pisa. Pieragnoli: “Il Terziario traina l’economia pisana nel 2025”

PISAConfcommercio Pisa commenta la Relazione annuale sullo stato dell’economia provinciale della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, evidenziando una crescita nel settore dei servizi e del turismo, ma anche le persistenti difficoltà del commercio al dettaglio.

Dinamica Imprenditoriale

La provincia di Pisa ha registrato una dinamica imprenditoriale positiva nel 2025, con una crescita dello 0,6% e 41.002 imprese iscritte al 31 dicembre 2025. Il saldo tra iscrizioni (2.321) e cessazioni (2.079) si attesta a + 242 unità, superando il dato del 2024 (+ 213). Questa performance è superiore alla media regionale (+ 0,4%), ma inferiore a quella nazionale (+ 1%). Il settore dei servizi si conferma il motore trainante, generando il 71% del valore aggiunto provinciale, capaci di generare 10.555 milioni di euro a prezzi correnti. Un dato confortante che evidenzia la resilienza e la capacità di adattamento del terziario.

“I dati del 2025 ci mostrano un’economia pisana resiliente, con il settore dei servizi che si conferma assolutamente trainante e una dinamica imprenditoriale complessivamente positiva” afferma il direttore generale Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli.

“Particolarmente importanti i numeri del turismo, con dati molto positivi per Pisa e la provincia, che si conferma fortemente attrattivo soprattutto per il turismo internazionale, grazie anche a un sistema di accoglienza alberghiero in crescita, dove gli operatori continuano a investire per migliorare e qualificare sempre di più l’offerta. Tuttavia, non possiamo non allarmarci osservando le oggettive e grandissime difficoltà che riguardano settori chiave come il commercio al dettaglio, particolarmente critico per il non alimentare, che richiedono, come sosteniamo da anni, un’attenta analisi e l’implementazione di concrete politiche di sostegno mirate a difendere e promuovere questo settore così vitale per la vivibilità delle nostre città”.

I dati

Il settore dei servizi nel complesso è avanzato con +243 imprese (+1%). Tuttavia, all’interno di esso si osservano andamenti contrastanti:

  • Il commercio al dettaglio ha proseguito la sua fase negativa, perdendo – 111 unità (- 1,1%), con il commercio ambulante particolarmente colpito (- 75 unità), e un calo che coinvolge anche le attività di vendita via internet (- 41 unità).
  • Le attività legate al turismo (alloggio +19 unità, +3,1% e ristoranti +13 unità, +0,5%) mostrano una crescita sostenuta.
  • bar hanno continuato a ridursi (-8 unità, -0,9%).
  • In crescita le attività professionali (+ 77 unità, +4,8%), i servizi finanziari e assicurativi (+44 unità, +4,4%) e i servizi di supporto alle imprese (+48 unità, +3%) sono in positivo.

Turismo 2025: Pisa cresce soprattutto con gli stranieri

Il 2025 è stato un anno da record per Pisa, che ha registrato oltre 2 milioni (2.248.117) di presenze turistiche (+ 2,7% rispetto al 2024) e il superamento della soglia storica di 1 milione di arrivi (1.021.421, + 3,7% rispetto al 2024), trascinate soprattutto dagli stranieri (il 61,1% del totale). Il 2025 ha segnato un anno all’insegna della stabilità per il turismo nella provincia di Pisa, grazie alla spinta decisiva della componente internazionale. A spingere il settore è stato il turismo straniero (+0,8% presenze), con Germania, Regno Unito, Olanda e Francia.

Nel 2025, il sistema ricettivo della provincia di Pisa ha mostrato segnali contrastanti, con una buona performance del comparto alberghiero sul fronte degli arrivi (+ 0,4%) e una flessione dell’1,4% sulle presenze, mentre si conferma la flessione del segmento extralberghiero tradizionale. Negli ultimi dodici mesi, il comparto alberghiero della provincia di Pisa ha mostrato una performance positiva, registrando una flessione.

La crisi del commercio 

Tra il 2019 e il 2025 perse oltre mille attività commerciali e pubblici esercizi in provincia di Pisa. Il tessuto commerciale provinciale ha perso complessivamente circa 1.250 strutture tra attività dedicate al dettaglio e pubblici esercizi rispetto al 2019, pari a una riduzione del 10%, una flessione superiore alla media regionale (-8%), corrispondente a una perdita di quasi 200 attività in media ogni anno.

Il calo ha interessato la maggior parte dei comparti, pur con alcune eccezioni che evidenziano segnali di tenuta. Il commercio al dettaglio alimentare in sede fissa ha registrato una contrazione del 19% rispetto al 2019. Attualmente, sono circa 602 le attività in questo segmento, concentrate soprattutto nelle rivendite di carne, pane, tabacchi, latte, caffè e altri generi alimentari. Tuttavia, questi comparti risultano anch’essi in contrazione, con cali particolarmente accentuati nel commercio di frutta e verdura (-43%), pescherie (-33%) e macellerie (-23%), Particolarmente rilevante è la flessione subita dai negozi di frutta e verdura, ridottisi di circa un terzo rispetto al periodo pre-pandemico.  Hanno mostrato invece una maggiore resilienza le rivendite di bevande – comparti relativamente più diffusi in provincia – che mostra segnali di tenuta con un+1% e la stabilità delle rivendite di pani e dolciumi, mentre i tabacchi hanno perso il 9% nel 2025 e il -14% nel medio periodo.

Molto marcata è stata anche la riduzione del commercio al dettaglio non alimentare, che ha perso oltre 650 attività nel quinquennio (-34 % rispetto al 2019),. In questo ambito, nell’ultimo anno le perdite più consistenti hanno riguardato i negozi di ferramenta (-7%), cartolerie e rivendite di giornali (-6%), calzature (-5%) e abbigliamento (-4%), Particolarmente drammatica appare la crisi del commercio ambulante, che ha registrato una contrazione di quasi 650 attività in sei anni (-34%), scendendo sotto quota 1.400 imprese.

Last modified: Maggio 30, 2026
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