Written by 8:06 am Pisa, Politica

Bruni: “Le tensioni in Medio Oriente rischiano di avere effetti anche sul nostro territorio”

PISA- Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Enrico Bruni, Consigliere comunale PD Pisa, Segretario provinciale GD Pisa, relativo all’escalation della guerra in Medio Oriente e ai possibili effetti economici e di sicurezza per il territorio pisano, con particolare riferimento allo Stretto di Hormuz e alla presenza della base di Camp Darby.

«L’intensificarsi della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran sta già producendo conseguenze che dal piano geopolitico scendono rapidamente nella vita quotidiana delle persone: instabilità dei mercati energetici, aumento dei costi di trasporto e difficoltà per la navigazione commerciale». Lo afferma il consigliere comunale Bruni, che invita a riflettere sulle possibili ricadute anche per il territorio pisano.

«Per un’area come la nostra – prosegue – la questione non è soltanto economica. La presenza di infrastrutture strategiche, nodi logistici e installazioni militari importanti nel raggio immediato rende queste dinamiche un tema che riguarda anche la sicurezza e la necessità di trasparenza istituzionale».

Bruni richiama poi l’attenzione sul ruolo dello Stretto di Hormuz, passaggio da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale e una quota simile del commercio globale di gas liquefatto. «Lo dicono i dati dell’EIA e lo dimostrano gli aumenti dei costi assicurativi e dei noli petroliferi – osserva –. Anche qui vediamo già gli effetti sul prezzo dei carburanti». Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 4 marzo 2026, in Toscana il prezzo medio è di 1,719 euro al litro per la benzina self e 1,817 euro per il gasolio, con valori più alti al servito.

Sul piano economico locale, il consigliere ricorda che l’export del territorio verso i Paesi del Golfo vale 42,6 milioni di euro, pari all’1,68% delle esportazioni complessive, mentre l’import si attesta a 2 milioni di euro. «Non sono numeri enormi – afferma – ma l’impatto vero arriva attraverso i costi dell’energia e della logistica, che incidono su produzione, trasporti e tempi di consegna».

Tra i settori più esposti, sottolinea Bruni, c’è la filiera della pelle, della moda e del lusso, centrale per il sistema produttivo locale: «Sono comparti che reagiscono immediatamente alle crisi internazionali con aumento dei costi, ordini rinviati e mercati che rallentano».

Il consigliere richiama poi il tema della sicurezza, legato alla presenza di Camp Darby. «Come riportato da fonti ufficiali dell’US Army Garrison Italy – spiega – la base svolge una funzione di supporto logistico ai dispiegamenti militari. In un contesto di possibile escalation, questo rende ancora più importante la trasparenza e la responsabilità politica».

«Dobbiamo essere chiari – prosegue Bruni –: nessun coinvolgimento delle basi presenti sul suolo italiano in operazioni che possano alimentare l’escalation militare».

Infine, il consigliere invita a guardare alle priorità del territorio. «Non possiamo permetterci una guerra anche perché il nostro territorio ha bisogno dell’opposto: investimenti, infrastrutture e connessioni. Non possiamo vivere di solo turismo e allo stesso tempo vedere il turismo messo a rischio dall’instabilità globale».

«Dobbiamo rafforzare il nostro sistema logistico e produttivo – conclude Bruni – puntando su ferrovia, aeroporto, porto e interporto e rendendo quest’area sempre più attrattiva. Questa è la strada per il futuro, non quella delle armi».

Last modified: Marzo 6, 2026
Close