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Movida e vivibilità. Bruni (PD): “Serve un Sindaco della Notte e un vero Piano per governare la notte”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Consigliere comunale Enrico Bruni (PD), sul tema della gestione della socialità notturna a Pisa e sulla necessità di dotare la città di un vero Piano della Notte.

Noi abbiamo chiesto con chiarezza che il Comune si doti di politiche capaci di costruire soluzioni che tengano insieme esigenze diverse: da una parte quelle dei residenti, che hanno tutto il diritto di chiedere meno rumore, più rispetto e una migliore qualità della vita; dall’altra quelle delle ragazze e dei ragazzi, che troppo spesso non hanno spazi adeguati dove vivere la propria socialità, incontrarsi e stare insieme senza essere considerati semplicemente un problema da spostare altrove.“.

Prosegue il comunicato “Per questo abbiamo proposto più volte l’istituzione della figura del Sindaco della Notte, come strumento di coordinamento, ascolto e mediazione tra le diverse esigenze che emergono nelle ore serali e notturne. Allo stesso tempo abbiamo chiesto l’elaborazione di un vero Piano della Notte, accompagnato da uno stanziamento adeguato di risorse in bilancio. Senza fondi, infatti, ogni discorso sulla vivibilità e sulla sicurezza rischia di restare soltanto propaganda. Riteniamo che altre città abbiano già dimostrato come la notte non si governi né con il tentativo – spesso fallimentare – di rimuovere il problema, né contrapponendo il diritto al riposo al diritto alla socialità. Un esempio significativo è Bologna, che negli ultimi anni ha costruito un vero Piano della Notte fondato su un principio semplice: la notte va amministrata, non subita. A Bologna si è scelto di creare una governance dedicata, con luoghi stabili di confronto tra amministrazione, residenti, operatori economici, lavoratori e frequentatori della città. Si è investito sulla mobilità notturna, sul presidio sociale, sulla mediazione dei conflitti e sulla cura degli spazi pubblici. Non solo controlli, quindi, ma anche servizi: linee notturne del trasporto pubblico, operatori di strada con funzioni di mediazione, interventi mirati nei luoghi più sensibili e una commissione consultiva permanente sulla notte.“.

Sappiamo che i modelli non si copiano meccanicamente, perché ogni città ha le proprie caratteristiche e i propri equilibri. Ma riteniamo che da esperienze come quella bolognese si possa e si debba imparare: dimostrano che esiste un’altra strada, in cui l’amministrazione non interviene soltanto quando il conflitto esplode, ma si assume la responsabilità di prevenirlo, gestirlo e governarlo.“, conclude il comunicato stampa.

FOTO DI ARCHIVIO.

Last modified: Marzo 9, 2026
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