PISA – Tra il profumo della brezza marina che proviene da Bocca d’Arno e la suggestiva vista sul Parco della tenuta di San Rossore, rinasce uno dei circoli più antichi, lo Yacht Club Serchio, da sempre stato punto di ritrovo per piccole feste e noleggi barca. A prendere il timone di quel “luogo dei ricordi”, come da lei definito, è Barbara Benvenuti, titolare, insieme al fratello Alessandro, dello storico Ristorante “Foresta” di Marina di Pisa, che da qualche anno ha scelto di percorrere parallelamente e individualmente una nuova sfida, quella di dare luce al vecchio “guardiano” dei Cantieri Navali del Serchio, regalandogli quel valore e quell’attenzione che aspettava da tempo.
di Melania Pulizzi
Un amore reciproco il loro, che si è finalmente rincontrato realizzando un sogno: Barbara Benvenuti, ristoratrice professionista e appassionata, dall’esperienza più che ventennale, ha deciso di seguire ancora una volta il suo istinto e spingersi oltre, per se stessa, per i pisani, per la loro cucina e per chiunque venga ad assaporarne il gusto della tradizione. E così, tra barche, piattaforme galleggianti e attracchi, il piccolo circolo e il suo moletto diventano un luogo senza tempo: accogliente, caldo, di casa, dove la quiete e la serenità trasmessa dallo scorrere lento dell’Arno, entra perfettamente in sinergia con i piatti di una volta, forse dimenticati o per molti poco conosciuti.
L’arte del saper riproporre ricette antiche e la stagionalità delle materie prime reperite da produttori locali, sono i protagonisti indiscussi dei piatti, con le loro cotture lente, quei profumi genuini che avvolgono la sala e l’impiattamento semplice, andando a confermare l’impegno che il circolo ha fin dai suoi albori mantenuto, quello della promozione sociale dell’enogastronomia del territorio.
“Dalla cassetta del pescatore di professione, arriva quel misto di pesce di cui noi selezioniamo le varietà, per adattarle ad ogni piatto, dalle cozze ripiene alla pisana, il nostro irrinunciabile ‘cavallo di battaglia’, al fascio delle cicale per fare il tagliolino, al pescetto da zuppa che viene sfilettato e fatto alla trabaccolara, al pesce più grande fatto al forno e da presentare a porzione. Cerchiamo di utilizzare tutto e a quel tutto dargli un senso, per poi creare un menù sul momento in base a quello che ci offre il mare quel giorno. Stessa cosa per le verdure che reperiamo dagli orti della zona. L’attaccamento agli odori e ai sapori di una volta, o della campagna stessa, l’ho ricevuta da mio padre e mia madre, come un’esempio da seguire per poter trasmettere la passione nei piatti” – dichiara Barbara Benvenuti.
“Questo è il nostro modo di valorizzare il territorio e il nostro modo di lavorare, di essere unici, apprezzando la ricchezza che ci dà ciò che abbiamo intorno e che è giusto distribuire, per uno scambio reciproco tra colleghi e verso i clienti, che siano locali o turisti, perchè la cucina della tradizione pisana va conosciuta e assaggiata, così come si va a vedere la torre” – continua.
Yacht Club Serchio è un ristorante camaleontico, capace di adattarsi a tutte le occasioni e a tutte le esigenze, per chi è di passaggio per lavoro o turismo, per cene aziendali, per tavolate in compagnia, ma anche per una cenetta romantica a lume di candela, lungo il fiume d’estate e davanti al camino d’inverno. Dal martedì alla domenica Yacht Club offre un menù alla carta, sia a pranzo che a cena, dove padroneggiano i grandi classici, mentre solo a pranzo propone anche un menù fisso, completo di primo, secondo, acqua, vino e caffè a soli 20 euro.
Nei piatti che Yacht Club presenta ai propri clienti e avventori, oltre che la bontà c’è anche la massima attenzione e responsabilità verso chi soffre di allergie/intolleranze, altro requisito indispensabile al quale la stessa titolare tiene molto, per fornire un servizio sicuro a tutti.
In previsione della bella stagione, uno dei momenti migliori firmati Yacht Club Serchio è quello dell’aperitivo/apericena al tramonto, lontano dal caos e dal caldo estivo della città, dove poter gustare nella cornice del giardino all’aperto, buona musica e un fresco cocktail accompagnato da qualcosa di sfizioso, come un’acciughina fritta.
“Abbiamo a cuore che il cliente sia soddisfatto, dall’empatia che gli abbiamo trasmesso, al piatto che gli abbiamo presentato e all’ambiente dal quale è stato circondato. Noi puntiamo a fargli vivere un’esperienza a 360°, che racchiuda tutti i sensi; in più di un’occasione ho notato che oggi il cibo finisce troppo spesso in secondo piano, così come la convivialità; lo stare insieme a tavola, apprezzando allo stesso tempo ciò che si sta mangiando, è una cultura che deve essere riscoperta dalle persone, e sta a noi ristoratori stimolarla, perchè un cliente che è stato bene e ci comunica la sua soddisfazione, non ha prezzo” – conclude Barbara Benvenuti.
Last modified: Maggio 12, 2026



















