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Azione Universitaria: grande successo per il dibattito al Polo Piagge sulla giustizia

PISA Venerdì 6 marzo al Polo Piagge si è svolto un confronto aperto e partecipato sul referendum costituzionale in tema di giustizia, organizzato da Azione Universitaria Pisa e moderato da Matteo Latrofa. A confrontarsi sono stati l’on. Francesco Michelotti, relatore della riforma alla Camera dei Deputati per il Sì, e il professore di diritto costituzionale Giuseppe Campanelli per il No, di fronte a oltre 150 studenti e cittadini interessati. All’evento ha portato il suo saluto anche Lucio Malan, capogruppo di Fdi al Senato.

“L’università deve tornare a essere un luogo in cui i giovani discutono, si formano un’opinione e si assumono la responsabilità di capire i grandi temi del nostro tempo. Non abbiamo organizzato questo incontro per dire alle persone cosa pensare, ma per offrire strumenti agli studenti per comprendere e valutare criticamente. E la risposta degli studenti è stata molto positiva,” ha spiegato Matteo Latrofa, rappresentante degli studenti di Giurisprudenza per Azione Universitaria Pisa.

Il professor Campanelli ha motivato la posizione del No: “Voto No perché credo sia necessario difendere la Costituzione e i suoi valori fondamentali. Una riforma che incide sul modello di ordinamento giudiziario non può essere imposta a colpi di maggioranza, ma dovrebbe essere frutto di condivisione. La separazione delle carriere già c’è sulle funzioni e la separazione delle carriere si poteva fare per legge e non con riforma costituzionale. La riforma creerà due Csm con sorteggio, un meccanismo che lede la rappresentatività. Infine l’alta corte disciplinare rappresenta un unicum perché nessun ordinamento in Europa adotta questo strumento.” Dichiara il professor Campanelli.

L’on. Michelotti ha illustrato le ragioni del Sì: “Voto Sì perché questa è una riforma che garantisce la terzietà del giudice che non è soltanto tale, ma deve anche apparire terzo rispetto alle parti. È una riforma che di fatto debella ed elimina il problema delle correnti all’interno della magistratura che tanto male ha fatto in questi anni, ed è una riforma che attua il principio del chi sbaglia paga. Un magistrato che sbaglia sarà sanzionato disciplinarmente dall’alta corte disciplinare. Tre motivi validissimi per votare Sì!” Ha dichiarato l’on. Michelotti.

Last modified: Marzo 7, 2026
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