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Referendum sulla Giustizia: “Cambiamo inSieme”, un convegno molto partecipato alla Stazione Leopolda

PISA – “Quando in una pausa di un processo penale, io e il mio assistito, andiamo a prendere un caffè e vediamo il giudice assieme al pubblico ministero che chiacchierano amichevolmente da una parte, la sensazione dell’imputato non è delle migliori“. Così ha esordito Eros Baldini, avvocato penalista, responsabile del Dipartimento Giustizia di Forza Italia, introducendo il suo intervento al convegno organizzato sabato 21 febbraio alla Stazione Leopolda di Pisa: “Referendum giustizia. Cambiamo inSieme”, questo il titolo del convegno organizzato dal Comitato Nazionale cittadini per il Si assieme a Forza Italia.

di Andrea Bartelloni

È come se l’arbitro arrivasse col pullman di una delle due squadre, ha continuato Baldini, l’indipendenza deve essere anche formale. La colleganza si perpetua nel fatto che stanno sempre insieme, fanno gli stessi studi, la stessa carriera, lavorano negli stessi uffici, ma soprattutto sono giudicati da un medesimo organo giudicante composto sia da PM che da giudici. Quando un magistrato, ad esempio, si esprime su un qualche tema della politica e poi la deve giudicare, come è possibile non pensare che il suo giudizio vada a influenzare le sue decisioni? Su 9600 magistrati il 96% è iscritto all’Associazione Nazionale Magistrati, perché chi non ne fa parte non fa carriera! Qualcosa deve cambiare“. Moderato da Ilaria Boggi sono intervenuti in collegamento il Viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto e Deborah Bergamini entrambi parlamentari di Forza Italia che hanno sottolineato come la riforma costituzionale abbia come scopo di migliorare la qualità del processo e liberare i giudici dal vincolo delle correnti per avere una giustizia migliore. La Bergamini si è soffermata sul fatto che i giudici, come amministratori della giustizia non devono essere politicizzati e che la riforma non va assolutamente a toccare le prerogative di giudici e pubblici ministeri.

È stata poi la volta dei numerosi invitati al convegno: prima di Baldini sono intervenuti Elisabetta Mazzarri, presidente del Comitato “Cittadini per il Si”, esponente di una lista civica che ha tenuto a precisare che “occorra ragionare con la propria testa e che questo referendum è una battaglia di buon senso che può toccare ciascuno di noi e ognuno di noi deve volere una giustizia che sia trasparente“. Elisabetta Catelani, docente di diritto costituzionale all’Università di Pisa, ha ricordato come questo referendum non necessiti del quorum in quanto non è abrogativo, ma confermativo di una legge approvata per ben quattro volte dal Parlamento, che finalmente separa giudice e pubblico ministero attribuendo a ciascuno diverse carriere e una vera e propria terzietà nel giudizio.

Stimolato dalle domande della conduttrice Ilaria Boggi, Simone Grisenti, vice procuratore del tribunale di Pistoia, ha chiarito i ruoli degli attori sulla scena del giudizio: il pubblico ministero che, delegato dallo Stato, deve capire se c’è un reato perseguibile, cercare le prove, in teoria anche a favore dell’imputato. Se si arriva al processo, alla fine, ci sarà il giudizio del giudice. Questo referendum ha concentrato l’attenzione sul CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura, ma cos’è? Lo ha spiegato in estrema sintesi Jacqueline Monica Maggi, magistrato penale a Pistoia: “E’ un organo di rilevanza costituzionale perché previsto nella Costituzione. La magistratura è amministrata dal CSM che governa tutto ciò che riguarda la sua vita. Ora è un vulnus alla democrazia, in quanto è diventato politico. Bisogna ricordare che non è rappresentativo“. Gli interventi si sono succeduti nella mattinata e hanno visto anche la partecipazione dell’On. Giorgi Mulè, Vicepresidente della Camera dei deputati, che ha riassunto la storia di questa riforma. Nessuna rivoluzione ma un percorso che parte dalla Costituzione del 1948 che, per ragioni di tempo, conservava l’impostazione precedente del Codice di Procedura Penale, prescrivendone però la modifica, cosa che è andata in porto solamente quaranta anni dopo grazie all’On. Giuliano Vassalli e che si è perfezionata nel 1999 con la riforma dell’art. 111 della Costituzione.

Hanno portato i loro saluti alcuni rappresentati politici locali di Forza Italia: Lorenzo Paladini, segretario provinciale, Gianluca Fornari, segretario comunale, Francesca Morelli responsabile provinciale del Dipartimento Giustizia e Riccardo Buscemi, assessore del Comune di Pisa che ha portato i saluti del Sindaco, presente al convegno. Alla fine, un appello: andare a votare, per i cittadini, ma anche per la magistratura e la sua indipendenza reale.

Last modified: Febbraio 21, 2026
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