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Licenziamento Barbuti. Zambito (PD): “Chiesti approfondimenti al Governo”

PISA – La questione che sta interessando Lorella Barbuti, licenziata dalla Patrimonio Pisa srl (società partecipata interamente dal Comune di Pisa), approda in parlamento con un’interrogazione della senatrice Pd Ylenia Zambito alla ministra del lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone.

“La drammatica testimonianza della signora Barbuti – spiega la parlamentare -, apparsa su diversi organi di informazione locali, ha sollevato un’ondata di indignazione pubblica, soprattutto per come la dipendente è stata trattata da parte dell’azienda rispetto alla vulnerabilità fisica dovuta alla disabilità sensoriale e alla presa in carico della cura del marito gravemente malato e poi deceduto”. 

Da quanto si apprende dalle testate giornalistiche, la dipendente stava affrontando una fase di estrema fragilità personale legata alla malattia oncologica del marito, verso il quale Barbuti aveva assunto la funzione di caregiver familiare. 

Dovendo gestire una grave disabilità certificata aveva fatto domanda per lavorare in smart working; richiesta che sarebbe stata precedentemente accordata per poi essere rigettata dalla dirigenza della Società senza alcuna proposta di soluzioni alternative concrete. La società avrebbe poi ignorato ogni proposta di mediazione, come quelle avanzate dalla Consigliera di parità, finalizzate a trovare un equilibrio tra presenza e lavoro agile o una sede più accessibile. Addirittura, lo scorso 10 dicembre, appena 5 giorni dal decesso del coniuge, la Patrimonio Pisa ha proceduto al licenziamento unilaterale della dipendente, nonostante la stessa avesse manifestato la volontà di concordare un’uscita avendo raggiunto la soglia della pensione. 

“Non si riescono a comprendere in alcuna maniera queste decisioni – sostiene Zambito -, per questo chiedo alla ministra interrogata doverosi chiarimenti da parte dell’azienda a seguito delle gravissime criticità segnalate dalla dipendente, oltre alle motivazioni tecniche e organizzative che hanno spinto la società a negare la prosecuzione dello smart working ad una persona non vedente e in una situazione di emergenza familiare. Da valutare poi se tale condotta non rappresenti una discriminazione indiretta basata sulla disabilità visto che, a quanto risulta dalle testimonianze, i diritti sindacali, umani e le libertà fondamentali, garantiti anche da un’apposita convenzione Onu, non sarebbero stati rispettati”.

Inoltre la senatrice richiama ai poteri ispettivi ministeriali, tramite l’Ispettorato nazionale del lavoro, per verificare la correttezza delle procedure adottate e la sussistenza di condotte vessatorie o discriminatorie all’interno dell’azienda. “Infine il Governo dovrà dire quali provvedimenti urgenti vorrà adottare per accertare le responsabilità di tale gestione e se non ritenga necessario intervenire per quanto di competenza affinché venga sanata una situazione che costituisce un precedente pericolosissimo che calpesta i diritti fondamentali della persona e la dignità del lavoro garantita dalla Costituzione”, ha concluso Zambito.

Last modified: Gennaio 17, 2026
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