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Cinque associazioni insorgono sulla nuova Piazza Manin: “Serve un nuovo progetto. No al raddoppio delle bancarelle nella Piazza patrimonio Unesco”

PISA – “Totale contrarietà“. La decisione di raddoppiare il numero di bancarelle in Piazza Manin, che appesantisce una scelta già inaccettabile, ha fatto infuriare alcune associazioni ambientaliste La Città Ecologica, Italia Nostra Pisa, Comitato per la difesa di Coltano, Comitato per la difesa alberi Pisa e Amici della Terra Versilia.

Si sono tutti dimenticati – dicono – che Piazza Manin fa parte della zona Buffer, cioè quel “cuscinetto” che funge da “garanzia di un livello di protezione aggiuntiva ai beni riconosciuti come Patrimonio Mondiale Unesco”. E che cosa fa oggi il Comune di Pisa? Intende collocare nell’area riqualificata non 6 ma addirittura 12 bancarelle. E tutto ciò con il beneplacito della Sovrintendenza! E si vocifera anche di altre strutture a ridosso della Porta”.

Insomma, ci risiamo. Dopo essere riusciti a mandar via quasi tutte le bancarelle dalla Piazza (a proposito quando si libererà completamente?) ed essere riusciti nel 2019 grazie ad una mobilitazione cittadina e una petizione che raggiunse oltre 2600 firme tra cui molte “eccellenti” (per esse ricordiamo solo il compianto ing. Michele Jamiolkowski, “salvatore” della Torre) a impedire che la neo insediata giunta consentisse il rientro in piazza delle bancarelle, proponendo al contrario di collocarle al Pietrasantina Park, ora si pensa di collocarne ben12 in piazza Manin“.

L’attuale configurazione della area Buffer risale al 2007, e fu delineata in occasione della XXXI Conferenza del Comitato del Patrimonio Mondiale – dicono le associazioni – e come se non bastasse, le Mura di Pisa sono protette da rigidi vincoli monumentali e paesaggistici del Codice dei beni culturali (D. Lgs. 42/2004), inclusi i decreti ministeriali di tutela delle aree adiacenti e le norme del piano strutturale comunale Comune di Pisa”. Una zona di rispetto e di tutela per un contesto monumentale unico al mondo come la Piazza dei Miracoli, e per questo superprotetto. Stupisce che, a supportare una sbagliata decisione della Giunta si sia aggiunto il via libera della Soprintendenza, in questo caso obbligatorio, dal momento che in questo perimetro non è possibile realizzare costruzioni “in contrasto con il carattere storico della cortina muraria”, che “limitino la fruizione e la visibilità”. “Come è possibile che una sfilata di ben dodici bancarelle non interferisca con la visibilità e la fruibilità della Porta Nuova, delle Mura e della Piazza? – si chiedono critiche le associazioni – bisogna ripensare completamente tutto il progetto, mettendo in discussione la sistemazione attuata e la nuova scellerata proposta. Per salvaguardare monumenti di immenso valore c’è bisogno di un progetto nuovo e diverso, di grande valore progettuale, magari messo a punto attraverso un concorso internazionale, e al cui interno possano trovare spazio adeguato anche aree verdi. La fascia esterna adiacente alle mura di Pisa è zona a verde, frutto della battaglia vinta negli anni Ottanta da ambientalisti e dalla Soprintendente Piancastelli contro l’ipotesi di farvi dei parcheggi. Dunque progettare anche in piazza Manin un’area a verde sarebbe in continuità con quella scelta, oltre ad offrire riparo confortevole a cittadini e turisti”.

Le associazioni mettono sul tavolo anche altre questioni: quella sfilza di oltre cinquanta bancarelle che vendono tutte la stessa cianfrusaglia di infima qualità, con prodotti non certo collegati all’artigianato locale, squalifica l’offerta turistica cittadina. Di questo il Comune e il suo assessore al commercio non si occupano? Oltre tutto queste licenze commerciali quando sono state messe a bando? La Direttiva Bolkestein non vale per le bancarelle? Si possono ereditare e vendere delle licenze commerciali su suolo pubblico? Insomma, un No a tutto tondo per “l’ennesimo progetto calato dall’alto, senza alcun confronto con i cittadini”.

Last modified: Agosto 1, 2026
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