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Dumarey, quando l’arroganza prevale sul buon senso. Yari Auli Casucci (FIM-CISL): “Dipendenti trattati come numeri. Siamo preoccupati”

Venerdì 31 luglio corteo che partirà dal Comune di Pisa alle ore 9 e arriverà davanti alla Prefettura di Pisa

PISA/FAUGLIA – “Apprendiamo con non poco sgomento la notizia giunta questa mattina del rifiuto categorico da parte di Dumarey di accogliere la proposta avanzata dal Ministero durante l’ultimo incontro tenutosi il 27 luglio scorso. La proposta prevedeva di sospendere i licenziamenti per poter, a partire già dal mese di settembre, avviare un confronto con il nuovo amministratore delegato si discutesse anche delle prospettive industriali della Dumarey e quindi del futuro piano industriale“, affermano in un comunicato congiunto FIM-CISL e FIOM-CGIL.

Al Ministero va riconosciuto il merito di aver provato fino alla fine a trovare una soluzione, che evitasse i licenziamenti, prospettando anche un sostegno concreto mediante gli strumenti di cui dispone per sostenere l’azienda nel percorso di uscita dal momento di difficoltà. Ma neanche questo è bastato per Dumarey che si è dimostrata sorda anche alle richieste dei rappresentanti di uno Stato da cui in questi anni ha attinto risorse pubbliche consistenti. Come organizzazioni sindacali, abbiamo accettato di avviare il percorso che ci era stato proposto proprio perchè riteniamo che agendo in maniera congiunta, istituzioni sindacato e azienda, e senza pregiudizi di sorta, si sarebbero scongiurati i licenziamenti e si sarebbe avviato un percorso che avrebbe permesso di costruire un futuro solido per il sito pisano. Abbiamo provato, come sempre accade in queste situazioni, ad avviare un percorso negoziale. Ma a questo punto, dinanzi all’arroganza di Dumary non ci resta che la strada del conflitto. Già da questa mattina sono partiti gli scioperi e le mobilitazioni continueranno nelle prossime settimane. Accettare oggi che vengano licenziati 35 lavoratori, che sono in azienda da svariati anni, tutelati tra l’altro da un accoro firmato presso la Regione Toscana e tradito dall’azienda, significa mettere in discussione anche il futuro stesso del sito. Abbiamo la necessità di discutere di un piano industriale che prevede necessariamente il mantenimento dei livelli occupazionali e che dia prospettive solide per il futuro“, conclude la nota congiunta.

Questo imprenditore sta trattando i dipendenti come semplici numeri – afferma Yari Auli Casucci segretario provinciale FIM-CISL. Quanto accaduto in questi giorni ne è la dimostrazione. Ancora più preoccupante è il fatto che non sembri esserci alcun interesse per il futuro degli stabilimenti di Pisa e Fauglia da parte della proprietà“. “Siamo molto preoccupati, perché una decisione così unilaterale ci fa temere per il futuro delle fabbriche e dei lavoratori. Per questo motivo, ieri giovedì 30 luglio abbiamo fatto un nuovo presidio davanti agli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado, domani venerdì 31 luglio alle ore 9 ci sarà un corteo con partenza da Comune di Pisa e arrivo in Prefettura, per chiedere risposte e tutelare il futuro dell’occupazione. Come FIM-CISL siamo particolarmente preoccupati della situazione che si sta venendo a creare“, conclude Yari Auli Casucci.

Last modified: Luglio 30, 2026
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