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L’Università di Pisa guida il primo progetto internazionale dedicato alla salicornia

PISA – L’Università di Pisa coordina il primo progetto internazionale dedicato allo studio della salicornia, una pianta capace di crescere in terreni salini e degradati che potrebbe contribuire ad affrontare alcune delle principali sfide poste dai cambiamenti climatici all’agricoltura mediterranea.

Il progetto, denominato SAGA – “Salicornia genotyping for sustainable soil and farming: from genes to agroecology”, rientra nel programma europeo PRIMA, Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area, ed è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

Le attività, appena avviate, dureranno tre anni e coinvolgeranno, oltre all’Ateneo pisano, l’Università dell’Algarve in Portogallo, l’Università di Ankara in Turchia e l’Università di Tunis El Manar in Tunisia.

L’obiettivo è studiare la biodiversità genetica della salicornia per individuare le varietà più adatte a migliorare la salute del suolo, aumentare la resilienza degli ecosistemi agricoli e offrire nuove opportunità produttive nelle aree maggiormente colpite dagli effetti del cambiamento climatico.

«Con l’aumento della siccità e della salinizzazione dei terreni, trovare colture capaci di crescere dove oggi è difficile coltivare è una sfida cruciale per il futuro dell’agricoltura – spiega Alberto Vangelisti, coordinatore del progetto e ricercatore del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa –. La salicornia, già apprezzata come alimento e per le sue proprietà benefiche, può offrire nuove opportunità di mercato ai piccoli e medi agricoltori».

Per la prima volta, SAGA analizzerà sistematicamente il patrimonio genetico e le caratteristiche delle diverse popolazioni mediterranee di salicornia. L’Università di Pisa, oltre a coordinare il progetto, guiderà le attività di genomica e bioinformatica: dal sequenziamento del DNA con tecnologie avanzate agli studi per collegare il patrimonio genetico alle caratteristiche delle piante e individuare le specie più promettenti.

Dal secondo anno inizieranno anche le sperimentazioni sul campo nei quattro Paesi partner. Le varietà selezionate saranno testate per valutarne gli effetti sulla produttività agricola, sulla salute del suolo e sulla biodiversità microbica.

Agricoltori, tecnici e decisori politici saranno coinvolti direttamente attraverso i Living Labs, spazi nei quali le soluzioni saranno progettate e sperimentate insieme ai loro futuri utilizzatori.

«Con SAGA vogliamo colmare un’importante lacuna scientifica, perché la salicornia, nonostante il suo enorme potenziale per un’agricoltura sostenibile, non è mai stata studiata sistematicamente dal punto di vista genetico – conclude Vangelisti –. Vogliamo trasformare questa conoscenza in strumenti concreti per selezionare le varietà più adatte, attraverso una collaborazione scientifica che coinvolge le due sponde del Mediterraneo».

Per l’Università di Pisa partecipa al progetto un gruppo multidisciplinare del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali, coordinato da Alberto Vangelisti e composto da Alberto Pardossi, Antonella Castagna, Francesca Galli, Tommaso Giordani, Susanna Pecchia, Tiziana Lombardi, Tarek Allali, Irene Ventura, Marco Santin, Gabriele Usai e Samuel Simoni. Le competenze coinvolte spaziano dalla genetica all’orticoltura, dalla botanica alla fitopatologia, fino all’economia agraria.

Didascalia: Il gruppo di ricerca dell’Università di Pisa che parteciperà al progetto SAGA durante l’incontro di avvio. In basso, da sinistra: Tarek Allali, Francesca Galli, Susanna Pecchia, Tommaso Giordani, Alberto Vangelisti, Alberto Pardossi e Irene Ventura. In alto, da sinistra: Sara Devali, Marco Castellacci, Marco Santin, Gabriele Usai, Samuel Simoni, Antonella Castagna, Ugo Rogo, Valentina Colombo e Andrea Cavallini.

Last modified: Luglio 30, 2026
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