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Affitti brevi, Martinelli: “Pisa non può restare ferma, il tempo delle minimizzazioni è finito”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del capogruppo de La città delle persone Paolo Martinelli sul question time presentato sul tema degli affitti brevi e del mercato immobiliare pisano e la relativa risposta dell’assessore Pesciatini.

Il capogruppo de La città delle Persone, Paolo Martinelli, interviene dopo la risposta dell’assessore al turismo Paolo Pesciatini al question time sugli affitti brevi e sul mercato immobiliare pisano, chiedendo all’amministrazione comunale un cambio di passo nella gestione di un fenomeno che, secondo il gruppo consiliare, sta incidendo sempre di più sull’accesso alla casa.

«Non siamo contro chi mette a reddito l’appartamento dei nonni, per intenderci, né contro il turismo, che è una risorsa per Pisa – afferma Martinelli –. L’assessore ha provato a ridurre a questo le considerazioni sul tema che abbiamo posto, ma significa non vedere l’enormità di quello che sta succedendo».

Secondo il capogruppo, il problema riguarda soprattutto la presenza crescente di piattaforme e soggetti economici organizzati che acquistano e concentrano immobili, sottraendoli alla residenza stabile.

«Questi soggetti – prosegue Martinelli – contribuiscono a far salire prezzi e canoni, espellendo dal centro famiglie, lavoratori e studenti. E il fenomeno ormai si sposta anche nei quartieri periferici».

Martinelli richiama quindi i dati citati nel question time, sottolineando come Pisa registri una forte pressione sulle compravendite, in particolare sui piccoli tagli, proprio quelli più appetibili per locazioni turistiche e affitti brevi.

«A questo si aggiunge un Piano Operativo Comunale che moltiplica le possibilità di destinazione turistico-ricettiva. Così il Comune rischia di favorire l’accaparramento di pezzi di città invece di governarlo».

Per il capogruppo de La città delle Persone, il quadro è aggravato anche dall’assenza di risposte nazionali adeguate sul fronte dell’emergenza abitativa.

«Il Piano casa appena votato dal Governo non risolve affatto l’emergenza abitativa – sostiene Martinelli –: mette in campo risorse irrisorie rispetto al bisogno di case popolari, peraltro diluite in dieci anni, come hanno denunciato giustamente anche i sindacati degli inquilini. Proprio perché dal Governo non arriva una risposta all’altezza, il Comune deve prendere la questione molto più seriamente e usare fino in fondo gli strumenti che ha».

L’assessore Pesciatini ha annunciato uno studio affidato a Simurg, atteso per ottobre-novembre. Una decisione che Martinelli accoglie con favore, chiedendo però che il percorso sia partecipato.

«Bene un’analisi seria, ma perché solo ora? Chiediamo da tre anni dati, monitoraggio e regole. A novembre, durante la discussione del Documento Unico di Programmazione, la maggioranza ha bocciato la nostra proposta su tetti, limiti, criteri nelle zone sature e controllo tramite CIN. Ora scopriamo che l’analisi arriverà un anno dopo».

Da qui la richiesta che lo studio non sia un pacchetto già definito, ma coinvolga nella costruzione degli indicatori Università, associazioni, categorie, studenti e residenti.

Martinelli respinge poi l’idea che termini come turistificazione e overtourism siano discriminatori.

«Sono fenomeni studiati dalle scienze sociali. Se non ci piacciono i termini, non cambiamo la realtà. E dire che Pisa potrebbe non subire gli impatti di tutto questo, come prova a fare l’amministrazione, significa trattarla come un ecosistema isolato, mentre i flussi turistici e immobiliari si muovono su scala globale».

Infine l’affondo politico, con il richiamo alla possibilità per i Comuni di intervenire.

«La Corte costituzionale ha chiarito che i Comuni possono intervenire, non ci sono più alibi tecnici o giuridici. Il sindaco, in sede di bilancio, aveva usato parole molto più nette. Ora l’amministrazione sembra tornare ai se e ai ma. A Firenze un regolamento è stato approvato, Pisa non può restare ferma».

«A ottobre monitoreremo l’esito dello studio – conclude Martinelli – ma il tempo delle minimizzazioni è finito, perché sempre più persone o non trovano una casa disponibile o non possono permettersi quelle che ci sono».

FOTO DI ARCHIVIO.

Last modified: Giugno 26, 2026
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