PISA – Firmata a Palazzo “La Sapienza” la convenzione quadro per sviluppare nuove tecnologie e materiali applicati alla scherma. Al centro sicurezza, prestazioni e accessibilità delle attrezzature.
È stata firmata oggi, nell’Aula Magna Nuova del Palazzo “La Sapienza”, la convenzione quadro tra l’Università di Pisa e la Federazione Italiana Scherma, al centro dell’incontro “Dalla pedana al laboratorio: quando la scherma diventa ricerca e innovazione”.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della Federazione, del mondo accademico e dello sport olimpico per approfondire il ruolo della ricerca scientifica e delle nuove tecnologie nello sviluppo della scherma e della preparazione atletica.
La convenzione avvia una collaborazione strutturata tra l’Ateneo pisano e la Federazione Italiana Scherma con l’obiettivo di sviluppare attività di ricerca e innovazione nel settore dei materiali e delle tecnologie applicate all’attrezzatura schermistica. Particolare attenzione sarà dedicata allo studio delle proprietà meccaniche, fisiche e funzionali dei materiali impiegati per spade, fioretti e sciabole.
L’accordo punta inoltre alla progettazione e validazione di soluzioni innovative capaci di garantire elevati standard di sicurezza, affidabilità e prestazione per gli atleti, anche attraverso l’individuazione di alternative ai materiali oggi utilizzati.
Tra gli obiettivi condivisi c’è anche la promozione di una maggiore accessibilità economica delle attrezzature schermistiche, per favorire una diffusione sempre più ampia della pratica sportiva e facilitare l’avvicinamento dei giovani alla scherma.
La collaborazione prevede la possibilità di attivare ricerche in collaborazione e conto terzi, laboratori congiunti, tirocini curriculari e non curriculari, borse di ricerca e di dottorato, contratti di apprendistato e percorsi di formazione continua.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti del rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi e dell’assessore allo sport del Comune di Pisa Frida Scarpa. Sono poi intervenuti Chiara Galletti, delegata del rettore per le relazioni con le imprese, Renzo Valentini, responsabile scientifico e referente della convenzione per l’Ateneo, Giorgio Scarso, presidente onorario della Federazione Italiana Scherma, e Daniele Garozzo, vicepresidente vicario della Federazione Italiana Scherma.
Presenti anche campioni olimpici, rappresentanti della Federazione, docenti dell’Ateneo ed esperti di innovazione applicata allo sport, tra cui la neo numero uno del mondo del fioretto femminile Martina Batini, il commissario tecnico del fioretto azzurro Simone Vanni, la consigliera federale Daria Marchetti e il presidente del Comitato regionale FIS Toscana Domenico Cassina. In rappresentanza del mondo schermistico erano presenti anche delegazioni delle società pisane, con Tommaso Chiappelli, Giandomenico Varallo, Federico Funghi, Renato Buratti, Francesca Di Puccio, Alberto Landi, Lorenzo Galli e Fabio Gulmini.
«Siamo particolarmente soddisfatti di questo accordo istituzionale, così prestigioso, che esprime chiaramente la visione della nostra Federazione su indirizzo del Consiglio federale guidato dal presidente Luigi Mazzone – ha dichiarato il vicepresidente vicario della FIS, l’olimpionico Daniele Garozzo –. Lavorare sui materiali, anche con l’obiettivo di arrivare a offrire al nostro mondo costi più accessibili nello sviluppo di nuovi sistemi efficienti e sicuri, è una priorità che potrà essere perseguita grazie alla collaborazione con l’Università di Pisa, alla quale va il nostro ringraziamento per aver creduto in questo percorso condiviso e di grande prospettiva».
«Con questa convenzione – ha spiegato Renzo Valentini – l’Università di Pisa e la Federazione Italiana Scherma avviano una collaborazione strategica che punta a trasformare ricerca e innovazione tecnologica in strumenti concreti a supporto della sicurezza, della prestazione atletica e della diffusione della pratica schermistica. Un obiettivo centrale sarà anche lo sviluppo di materiali e soluzioni capaci di ridurre i costi delle attrezzature, rendendo la scherma più accessibile e facilitando l’ingresso dei giovani in questo sport».





















