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San Rossore caso di studio a Madrid: “Uno scrigno di biodiversità tra Pisa e il mare”

PISA- Il caso eccezionale di San Rossore protagonista a Madrid. La Tenuta è stata al centro dell’intervento della professoressa Giuliana Biagioli, dell’Istituto di ricerca sul territorio e l’ambiente “Leonardo”, nell’ambito del convegno internazionale “Dalla Mappa al GIS. Fonti geostoriche, Digital Humanities e analisi del territorio”, organizzato dall’Università autonoma di Madrid.

«La Tenuta rappresenta l’unico esempio in Italia di un’area estesa di ambienti umidi, dunali, boschivi, e solo in piccola parte agricoli, che si interpone tra la città e la sua marina, impedendo ogni stravolgimento urbanistico», ha spiegato Biagioli, presentando anche un confronto con Ravenna, città paragonabile per dimensioni e distanza dal mare, e una mappa antica di San Rossore.

La studiosa ha ricostruito la specificità storica e ambientale della Tenuta attraverso fonti documentarie e cartografiche, a partire dal catasto lorenese della prima metà del XIX secolo, costruito su base GIS dell’uso del suolo e integrato con fonti demografiche, giudiziarie, dipinti e disegni.

«San Rossore ha una storia plurisecolare di separatezza rispetto al territorio circostante, che ne spiega l’attuale diversità: quella di essere rimasta uno scrigno di biodiversità circondato da un contesto fortemente urbanizzato», ha sottolineato Biagioli.

Attraverso il metodo regressivo, lo studio ha consentito di ricostruire l’uso del suolo a partire dal XV secolo, mentre il metodo progressivo ha permesso di seguire le trasformazioni del territorio nelle epoche più vicine.

«Il carattere eccezionale di San Rossore – ha concluso Biagioli – è stato creato e mantenuto nel tempo da una serie di fattori: prima la destinazione a bosco e pascolo legata agli interessi dei vari proprietari della Tenuta, da quelli economici dell’Arcivescovo di Pisa alla famiglia Medici, che ne fecero la loro bandita di caccia, fino ai Lorena, che ne conservarono l’identità, e ai Savoia. Poi dall’essere stata una tenuta presidenziale e, nell’ultimo mezzo secolo, dall’inserimento in un parco fortemente voluto dai cittadini e dai loro rappresentanti contro la speculazione edilizia della costa».

Il tema si lega anche all’avvicinarsi dei 50 anni dalla nascita del Parco, istituito nel 1979. «Sarà una grande occasione per ripercorrere la storia di questo territorio – commenta il presidente Lorenzo Banidalla scelta politica lungimirante di istituire l’area protetta alle sfide presenti e future che ci troviamo ad affrontare. Il Parco deve essere uno stimolo per ripensare il nostro modello di sviluppo verso forme sostenibili, dove l’uomo e la natura possano trovare un nuovo equilibrio».

Last modified: Luglio 3, 2026
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