PISA – “I dati del Rapporto 2026 dell’Osservatorio sulle povertà e le risorse della Caritas diocesana di Pisa descrivono una situazione che non può essere considerata ordinaria e che richiede una risposta politica e istituzionale forte“, ad affermarlo Matteo Trapani capogruppo Pd in Consiglio Comunale a Pisa.
“Nel 2025 la Caritas pisana ha incontrato 2.199 persone, il 20,2% in più rispetto all’anno precedente: il numero più alto mai registrato, superiore perfino agli anni della pandemia. Considerando anche i familiari conviventi, le persone complessivamente sostenute diventano 4.591, mentre i contatti con i servizi Caritas sono stati ben 25.699, tre volte quelli del 2024. Numeri che confermano, prima di tutto, l’importanza straordinaria del lavoro della Caritas diocesana, dei suoi operatori e volontari, ma anche il valore dello studio dell’Osservatorio, che permette di andare oltre i numeri e comprendere le cause di una povertà sempre più profonda e persistente. Una delle emergenze principali è quella della casa. Tra il 2022 e il 2025 le persone in condizioni di marginalità abitativa sono aumentate del 135%. Nella Zona Pisana sono 1.255 i nuclei ammessi in graduatoria che attendono ancora un alloggio popolare, mentre il bisogno potenziale di edilizia residenziale pubblica riguarda oltre 7.000 famiglie. Preoccupa anche la crescita della povertà lavorativa: nel 2025 ben 453 persone, pur avendo un lavoro, hanno dovuto rivolgersi alla Caritas, il 36% in più in un solo anno. E la fragilità colpisce pesantemente i più piccoli: tra le persone sostenute dalla Cittadella della Solidarietà, oltre un terzo sono minorenni. Il Rapporto evidenzia poi una criticità che chiama direttamente in causa il sistema pubblico dei servizi sociali e sociosanitari. Il 77,5% delle persone incontrate dalla Caritas, per le quali il dato è disponibile, è già seguito da un assistente sociale. Dopo la chiusura della Società della Salute, il problema non è certo la professionalità degli operatori, spesso costretti a lavorare in condizioni difficili, ma la necessità di ricostruire una rete organizzativa solida, garantendo continuità nella presa in carico e risposte tempestive. Su questo il Comune di Pisa deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Non possiamo accettare che Caritas, volontariato e Terzo settore finiscano per supplire alle carenze del sistema pubblico. Devono essere sostenuti e coinvolti, non lasciati soli a reggere un’emergenza sociale di queste dimensioni. Servono politiche più incisive per la casa, servizi sociali più forti, continuità nell’assistenza, pronto intervento sociale e una vera integrazione tra sociale, sanitario e Terzo settore. E occorre chiarire rapidamente quale modello si intenda costruire dopo la liquidazione della Società della Salute. Il Rapporto Caritas è un campanello d’allarme per tutta Pisa. Se in un anno senza emergenze straordinarie si raggiunge il massimo storico delle persone costrette a chiedere aiuto, significa che siamo davanti a un problema strutturale. La solidarietà è indispensabile, ma non può sostituire i diritti né le responsabilità delle istituzioni. La lotta alla povertà e il diritto alla casa devono tornare ad essere vere priorità del Comune, con risorse, organizzazione e scelte concrete. Perché una città si misura anche, e soprattutto, dalla capacità di non lasciare indietro chi è più fragile“, conclude Trapani.
Last modified: Luglio 19, 2026



















